
Dopo settimane di speculazioni, il governo thailandese ha confermato—tramite un aggiornamento di India Today del 18 luglio—che i titolari di passaporto indiano manterranno l’ingresso senza visto, ma per un soggiorno ridotto a 30 giorni invece dei precedenti 60. I viaggiatori dovranno inoltre compilare online la Thailand Digital Arrival Card (TDAC) prima della partenza, una volta che la misura sarà pubblicata nella Gazzetta Reale, prevista entro la fine di luglio.
La decisione arriva dopo un calo netto del 22% degli arrivi indiani a giugno, attribuito alla confusione generata da una proposta di maggio che avrebbe sostituito l’ingresso senza visto con un sistema di visto all’arrivo a pagamento. Il Ministro del Turismo Surasak Phancharoenworakul ha definito il compromesso “un equilibrio tra sicurezza e realtà di mercato”, sottolineando che il turista indiano medio trascorre solo 8-9 notti nel Paese.
Per le aziende indiane che organizzano programmi MICE (meeting, incentivi, conferenze ed esposizioni) a Bangkok e Phuket, la decisione elimina l’incertezza sui tempi di pianificazione, ma gli organizzatori dovranno adattare gli itinerari che superano i 30 giorni o prevedere un’uscita temporanea per il rinnovo del visto. Le compagnie aeree prevedono un aumento dei tassi di occupazione sulle redditizie rotte Mumbai–Phuket e Delhi–Bangkok, dove la capacità era stata ridotta del 12% a luglio.
Nel frattempo, l’obbligo della TDAC, simile alla e-Arrival card indiana, dovrebbe velocizzare i controlli di immigrazione del 30%, secondo i dati pilota dell’Ufficio Immigrazione thailandese. La mancata preregistrazione potrebbe far finire i viaggiatori in code secondarie all’arrivo. Le autorità thailandesi rivedranno la politica nel primo trimestre del 2027, lasciando aperta la possibilità di ripristinare i permessi di soggiorno più lunghi qualora tornassero i segmenti di turisti con alta spesa.
La decisione arriva dopo un calo netto del 22% degli arrivi indiani a giugno, attribuito alla confusione generata da una proposta di maggio che avrebbe sostituito l’ingresso senza visto con un sistema di visto all’arrivo a pagamento. Il Ministro del Turismo Surasak Phancharoenworakul ha definito il compromesso “un equilibrio tra sicurezza e realtà di mercato”, sottolineando che il turista indiano medio trascorre solo 8-9 notti nel Paese.
Per le aziende indiane che organizzano programmi MICE (meeting, incentivi, conferenze ed esposizioni) a Bangkok e Phuket, la decisione elimina l’incertezza sui tempi di pianificazione, ma gli organizzatori dovranno adattare gli itinerari che superano i 30 giorni o prevedere un’uscita temporanea per il rinnovo del visto. Le compagnie aeree prevedono un aumento dei tassi di occupazione sulle redditizie rotte Mumbai–Phuket e Delhi–Bangkok, dove la capacità era stata ridotta del 12% a luglio.
Nel frattempo, l’obbligo della TDAC, simile alla e-Arrival card indiana, dovrebbe velocizzare i controlli di immigrazione del 30%, secondo i dati pilota dell’Ufficio Immigrazione thailandese. La mancata preregistrazione potrebbe far finire i viaggiatori in code secondarie all’arrivo. Le autorità thailandesi rivedranno la politica nel primo trimestre del 2027, lasciando aperta la possibilità di ripristinare i permessi di soggiorno più lunghi qualora tornassero i segmenti di turisti con alta spesa.
Fonte: India Today
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