
Immigrazione, Rifugiati e Cittadinanza Canada (IRCC) ha modificato silenziosamente il 19 luglio la pagina sui requisiti per il visto turistico, allineandola alle nuove restrizioni alle frontiere legate all’Ebola emanate dall’Agenzia per la Salute Pubblica del Canada. Le nuove indicazioni specificano che, a partire dal 20 luglio, i cittadini stranieri che hanno visitato la Repubblica Democratica del Congo (RDC) negli ultimi 21 giorni “non possono viaggiare in Canada”. Questa modifica online formalizza le istruzioni operative per gli ufficiali dei visti e il personale di frontiera della Canada Border Services Agency (CBSA). L’aggiornamento elimina una possibile falla, che avrebbe permesso a chi aveva ottenuto un visto turistico prima dell’annuncio della PHAC di tentare comunque di entrare nel Paese. Secondo la legge sull’Immigrazione e la Protezione dei Rifugiati, gli ufficiali possono sempre negare l’imbarco o l’ingresso per motivi di salute e sicurezza, ma la formulazione esplicita sul sito IRCC elimina ogni ambiguità per viaggiatori, vettori e partner consolari. Le aziende che si affidano a visite brevi in Canada — per incontri commerciali, assistenza tecnica o consulenze — devono verificare i viaggi recenti durante le procedure di approvazione pre-partenza. I responsabili della mobilità dovrebbero inserire una domanda standard sul viaggio in RDC negli ultimi tre settimane nelle dichiarazioni di viaggio interne e nei software di monitoraggio dei viaggiatori. La politica evidenzia l’approccio integrato del Canada nella gestione delle frontiere, dove le direttive sanitarie vengono rapidamente tradotte in criteri di screening per l’immigrazione. Pur essendo una misura temporanea, è probabile che in future emergenze sanitarie si assisterà a aggiornamenti altrettanto rapidi.
Fonte: Government of Canada – IRCC