
In un’anteprima di un’intervista televisiva diffusa il 27 luglio, il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha ribadito di non aver mai “chiesto una quota di visti” alla Francia, smentendo così le dichiarazioni attribuite all’ambasciatore francese che suggerivano una richiesta di trattamento preferenziale da parte di Algeri. La dichiarazione, riportata dal sito di notizie algerino TSA alle 11:25 ora locale, mira a stemperare una controversia in crescita sui social media che rischiava di riaccendere le tensioni sulla politica migratoria tra i due Paesi. L’emissione dei visti è da tempo un indicatore sensibile delle relazioni franco-algerine: nel 2021 Parigi aveva dimezzato le approvazioni per soggiorni brevi a causa del rifiuto dell’Algeria di riaccogliere i rimpatriati, per poi allentare gradualmente il limite nel 2024. La mobilità lavorativa è migliorata, ma segnalazioni aneddotiche di approvazioni disomogenee per CEO e ingegneri hanno alimentato il malcontento pubblico. Per le aziende francesi attive nei settori energetico e delle telecomunicazioni in Algeria, l’ultima guerra di parole minacciava di compromettere i progressi nella mobilità bilaterale. Diverse imprese hanno riferito a Global Mobility News di aver accelerato la richiesta di rinnovo dei visti multi-entrata per i tecnici la scorsa settimana, in previsione di possibili restrizioni. La precisazione di Tebboune, unita alle rassicurazioni del Ministero degli Esteri francese che “non sono in discussione obiettivi numerici”, dovrebbe placare le paure immediate. Tuttavia, gli analisti avvertono che, con le elezioni presidenziali francesi del 2027 all’orizzonte e la migrazione in cima all’agenda, la politica consolare potrebbe nuovamente politicizzarsi. Le multinazionali sono invitate a diversificare le strategie per i documenti di viaggio: il Consiglio d’Affari Franco-Algerino consiglia di richiedere visti di circolazione quadriennali quando possibile e di esplorare modalità di lavoro a distanza tramite il nuovo “passaporto talenti – telelavoro” lanciato in Francia a maggio. Nel frattempo, la mobilità degli studenti algerini resta un punto positivo: Campus France segnala un aumento del 12% degli arrivi per l’autunno 2026 rispetto all’anno precedente, sottolineando gli interessi economici reciproci nel mantenere aperti i canali dei visti.
Fonte: TSA Algérie
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