
Il portale France-Visas ha aggiornato silenziosamente il suo banner “À la une” il 23 luglio, informando i richiedenti che le risorse minime richieste per un visto di studio a lungo termine aumenteranno da 615 € a 877,50 € al mese per le domande presentate dal 1° agosto 2026. L’aumento — allineato al 75% del salario minimo francese — riflette la pressione inflazionistica su affitti e costi di vita in città universitarie come Parigi, Lione e Bordeaux.
I funzionari consolari richiederanno d’ora in poi estratti conto bancari, lettere di borsa di studio o garanzie parentali che dimostrino l’accesso ad almeno 10.530 € per un anno accademico di 12 mesi. Le multinazionali che sponsorizzano studenti in corsi sandwich o ricercatori di dottorato dovranno adeguare i livelli delle borse di studio se vogliono che i loro dipendenti ottengano senza ritardi il “passeport talent – chercheur” quadriennale.
Il Ministero dell’Interno sostiene che la modifica scoraggerà gli studenti fittizi che si trattengono oltre il permesso e competono per lavori a basso salario. I critici temono invece che ciò possa escludere talenti provenienti dai mercati emergenti, proprio mentre il governo promuove la sua campagna di attrattività “Bienvenue en France”.
Gli agenti educativi stanno già consigliando ai candidati africani e sud-asiatici di anticipare fondi maggiori o di considerare il lavoro part-time, che resta comunque limitato a 964 ore annue. Le università temono che rigetti tardivi possano lasciare le aule semivuote e mettere a rischio i bilanci basati sulle tasse universitarie degli studenti extra-UE. Per questo stanno facendo pressione per un periodo di transizione, affinché le domande già in corso — in particolare quelle legate a Erasmus Mundus e programmi di doppia laurea aziendale — vengano valutate secondo la soglia precedente.
Per ora, i consulenti invitano i team HR a verificare che le lettere di prova finanziaria datate prima del 1° agosto riportino la cifra aggiornata, per evitare rifiuti per “incompletezza”.
I funzionari consolari richiederanno d’ora in poi estratti conto bancari, lettere di borsa di studio o garanzie parentali che dimostrino l’accesso ad almeno 10.530 € per un anno accademico di 12 mesi. Le multinazionali che sponsorizzano studenti in corsi sandwich o ricercatori di dottorato dovranno adeguare i livelli delle borse di studio se vogliono che i loro dipendenti ottengano senza ritardi il “passeport talent – chercheur” quadriennale.
Il Ministero dell’Interno sostiene che la modifica scoraggerà gli studenti fittizi che si trattengono oltre il permesso e competono per lavori a basso salario. I critici temono invece che ciò possa escludere talenti provenienti dai mercati emergenti, proprio mentre il governo promuove la sua campagna di attrattività “Bienvenue en France”.
Gli agenti educativi stanno già consigliando ai candidati africani e sud-asiatici di anticipare fondi maggiori o di considerare il lavoro part-time, che resta comunque limitato a 964 ore annue. Le università temono che rigetti tardivi possano lasciare le aule semivuote e mettere a rischio i bilanci basati sulle tasse universitarie degli studenti extra-UE. Per questo stanno facendo pressione per un periodo di transizione, affinché le domande già in corso — in particolare quelle legate a Erasmus Mundus e programmi di doppia laurea aziendale — vengano valutate secondo la soglia precedente.
Per ora, i consulenti invitano i team HR a verificare che le lettere di prova finanziaria datate prima del 1° agosto riportino la cifra aggiornata, per evitare rifiuti per “incompletezza”.
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