
Il 28 luglio 2026 il governo thailandese ha dato l’approvazione finale a un programma che concede ai cittadini indiani un ingresso senza visto di 30 giorni — un’estensione rispetto all’attuale regime di visto all’arrivo — per viaggi turistici e d’affari. La misura entrerà in vigore una volta pubblicata nella Gazzetta Reale, prevista per agosto, e sarà valida per un periodo di prova iniziale di 18 mesi. Le autorità thailandesi prevedono che gli arrivi dall’India possano raggiungere i 2,7 milioni il prossimo anno, superando agevolmente il picco pre-pandemia di 1,9 milioni. L’Ente per il Turismo della Thailandia (TAT) ha dichiarato che la deroga è stata strategicamente pianificata: le compagnie aeree indiane hanno aggiunto 66.000 posti settimanali sulle rotte India-Thailandia, e città indiane secondarie come Jaipur, Lucknow e Bhubaneswar godono ora di collegamenti diretti con Bangkok o Phuket. Le ricerche del TAT mostrano che i viaggiatori indiani spendono in media 6.200 THB (circa ₹14.500) al giorno, tra le cifre più alte tra i mercati di origine; i segmenti business-eventi e matrimoni risultano particolarmente redditizi. Dal punto di vista della mobilità globale, la politica semplifica i viaggi a breve termine per dirigenti indiani che partecipano a riunioni regionali in ASEAN. Le aziende devono però considerare che il soggiorno senza visto non è prorogabile in Thailandia e non consente attività lavorative retribuite; il personale con incarichi più lunghi o attività remunerate deve comunque richiedere in anticipo il visto Non-Immigrant o Smart Visa appropriato. Questa iniziativa posiziona la Thailandia in un gruppo crescente di destinazioni — tra cui Indonesia, Malaysia e Sri Lanka — che competono per il mercato in rapida espansione dei viaggi outbound indiani, previsto raggiungere i 50 milioni di viaggi entro il 2030. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero aspettarsi una domanda più alta di posti durante i picchi di Diwali e Natale e rivedere le politiche di viaggio per espatriati per sfruttare i risparmi derivanti dall’esenzione delle tasse sui visti (attualmente 50 USD per passeggero).
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