
Il Dipartimento Affari Consolari della Cina ha elevato il livello di allerta per il corridoio remoto al confine tra Tagikistan e Afghanistan al massimo grado di "Non viaggiare" il 14 settembre, citando un aumento delle minacce alla sicurezza. L’avviso invita i cittadini cinesi e le organizzazioni già presenti nell’area — da Khatlon fino alla capitale del Badakhshan, Khorog — a evacuare o trasferirsi in zone più sicure del Tagikistan, e raccomanda a chiunque avesse in programma di recarsi lì di annullare immediatamente i viaggi. Sebbene Pechino non abbia specificato il motivo scatenante dell’allerta, gli analisti indicano recenti scontri tra miliziani anti-Talebani afghani e forze di sicurezza tagike, oltre ad attività dello Stato Islamico del Khorasan vicino alla triplice frontiera. Il corridoio ospita anche segmenti dell’Iniziativa Belt and Road cinese, inclusi lavori di ammodernamento stradale e progetti di telecomunicazioni, con una presenza, seppur limitata, di appaltatori cinesi. Nel sistema di rischio consolare cinese, un avviso di massimo livello può influire sulle coperture assicurative aziendali e invalidare le autorizzazioni di viaggio standard per le imprese statali. Le aziende con personale in Tagikistan sono state invitate ad attivare protocolli di comunicazione d’emergenza, verificare la posizione dei dipendenti e rivedere i contratti di evacuazione con i fornitori di sicurezza. L’allerta segue mesi di avvertimenti intensificati per l’Asia Centrale, mentre Pechino cerca di proteggere i propri cittadini dall’instabilità derivante dall’Afghanistan. I team di mobilità devono aspettarsi controlli più rigorosi all’uscita per i lavoratori che lasciano il Tagikistan verso la Cina e possibili ritardi nell’elaborazione dei visti per i cittadini tagiki diretti alla terraferma finché l’avviso rimarrà in vigore.
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