
Il 14 settembre la Guardia di Frontiera polacca ha annunciato l’arresto di cinque cittadini georgiani—tre all’aeroporto di Poznań-Ławica e due durante un’operazione interna contro l’immigrazione—dopo che ciascuno aveva superato il limite di 90 giorni su 180 consentito nell’area Schengen. A tutti e cinque sono stati notificati provvedimenti amministrativi di rimpatrio e divieti di ingresso nell’area Schengen da otto mesi fino a due anni. L’azione riflette l’intensificarsi del controllo polacco sugli abusi dei visti per soggiorni brevi, in particolare da parte di viaggiatori che entrano senza visto grazie all’Accordo di Mobilità UE-Georgia e poi tentano di svolgere lavori informali. Consulenti per l’immigrazione aziendale sottolineano che le sanzioni comminate sono più severe rispetto al consueto divieto di rientro di sei mesi, segnalando una tendenza politica alla deterrenza. I lavoratori georgiani e i fornitori di servizi devono monitorare con attenzione i giorni cumulativi trascorsi nell’area Schengen; i soggiorni oltre il limite vengono ora registrati automaticamente nei sistemi nazionali e condivisi tra i Paesi membri con l’attivazione del Sistema di Entrata/Uscita. I datori di lavoro che facilitano il lavoro irregolare rischiano multe e la possibile revoca del diritto di sponsorizzazione per permessi di lavoro di tipo A.
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