
Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni ha presentato una bozza di misure che vieterebbero il velo integrale come burqa e niqab nelle scuole, limiterebbero la quota di studenti stranieri per classe e imporrebbero ad alcuni genitori migranti l’obbligo di imparare l’italiano. Annunciato il 20 settembre 2026 e destinato a essere discusso in Consiglio dei Ministri entro poche settimane, il pacchetto dovrà essere approvato dal Parlamento entro 60 giorni per diventare legge.
I cittadini indiani rappresentano una delle comunità studentesche in più rapida crescita nel nord Italia, soprattutto in Lombardia ed Emilia-Romagna. Esperti del settore educativo avvertono che un limite più rigido sul numero di studenti stranieri per classe potrebbe costringere le commissioni scolastiche comunali a riassegnare gli studenti indiani o a negare iscrizioni tardive, complicando così i ricongiungimenti familiari previsti dalle quote del Decreto Flussi.
Sebbene l’Italia limiti già al 30% la presenza di alunni stranieri per classe, la proposta di Meloni potrebbe inasprire o formalizzare questo tetto a livello nazionale. La norma sul burqa e niqab difficilmente coinvolgerà la diaspora indiana, prevalentemente Sikh e induista, ma gli esperti legali sottolineano che un divieto sull’abbigliamento religioso potrebbe aprire la strada a controlli più stringenti sull’identità, estesi anche al rinnovo dei permessi di soggiorno.
Le aziende indiane che inviano manager in trasferimenti intra-aziendali dovrebbero monitorare l’iter della legge; coniugi e figli con visti di accompagnamento potrebbero dover affrontare requisiti di integrazione aggiuntivi, come corsi obbligatori di lingua italiana. Gli esperti di immigrazione consigliano di prenotare per tempo i posti nelle scuole e di preparare la documentazione in italiano in vista dell’anno scolastico 2027, nel caso in cui le nuove regole vengano approvate.
I cittadini indiani rappresentano una delle comunità studentesche in più rapida crescita nel nord Italia, soprattutto in Lombardia ed Emilia-Romagna. Esperti del settore educativo avvertono che un limite più rigido sul numero di studenti stranieri per classe potrebbe costringere le commissioni scolastiche comunali a riassegnare gli studenti indiani o a negare iscrizioni tardive, complicando così i ricongiungimenti familiari previsti dalle quote del Decreto Flussi.
Sebbene l’Italia limiti già al 30% la presenza di alunni stranieri per classe, la proposta di Meloni potrebbe inasprire o formalizzare questo tetto a livello nazionale. La norma sul burqa e niqab difficilmente coinvolgerà la diaspora indiana, prevalentemente Sikh e induista, ma gli esperti legali sottolineano che un divieto sull’abbigliamento religioso potrebbe aprire la strada a controlli più stringenti sull’identità, estesi anche al rinnovo dei permessi di soggiorno.
Le aziende indiane che inviano manager in trasferimenti intra-aziendali dovrebbero monitorare l’iter della legge; coniugi e figli con visti di accompagnamento potrebbero dover affrontare requisiti di integrazione aggiuntivi, come corsi obbligatori di lingua italiana. Gli esperti di immigrazione consigliano di prenotare per tempo i posti nelle scuole e di preparare la documentazione in italiano in vista dell’anno scolastico 2027, nel caso in cui le nuove regole vengano approvate.
Fonte: Business Standard
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