
Il Dipartimento degli Affari Interni australiano ha emanato la Direttiva Ministeriale 121, che rivoluziona la gestione delle pratiche per visti temporanei e permanenti per lavoratori qualificati. A partire dal 19 settembre 2026, la massima priorità sarà data alle domande legate a otto settori chiave: sanità, insegnamento, edilizia, risorse naturali, agricoltura, acquacoltura, pesca e forze dell’ordine/difesa. Una Direttiva complementare, la 122, riorganizza l’ordine di trattamento per i visti permanenti nominati dai datori di lavoro.
Per i candidati indiani, questa modifica è particolarmente rilevante, dato che l’India rappresenta la principale fonte di migranti qualificati in Australia. Un ingegnere indiano nel settore della costruzione sanitaria, ad esempio, potrebbe ora saltare mesi di attesa, mentre un professionista IT in un settore non prioritario potrebbe scivolare indietro nella coda, a meno che la posizione non raggiunga la soglia salariale “Specialist Skills” di 146.576 AUD.
La nuova politica non cambia i requisiti di ammissibilità o le liste delle professioni, ma riorganizza semplicemente le priorità di gestione delle pratiche. Tuttavia, la logistica delle domande diventa cruciale: i candidati offshore che presentano domanda senza familiari a carico avranno priorità maggiore rispetto a chi include dipendenti. Per questo, i consulenti per l’immigrazione consigliano ai professionisti indiani di presentare prima la domanda come “richiedente principale” e aggiungere la famiglia solo dopo, se i tempi sono un fattore critico.
I datori di lavoro che sponsorizzano personale indiano devono rivedere i tempi di mobilitazione e le offerte salariali per verificare se le posizioni ora rientrano nelle corsie preferenziali. Le grandi aziende IT con molti dipendenti in settori non prioritari potrebbero dover pianificare soluzioni alternative o aumentare gli stipendi per accedere alla categoria Specialist Skills.
Secondo le stime della consulenza Fragomen, una volta riequilibrati gli arretrati, i tempi di elaborazione dei visti temporanei potrebbero ridursi di diverse settimane per i ruoli più richiesti.
Per i candidati indiani, questa modifica è particolarmente rilevante, dato che l’India rappresenta la principale fonte di migranti qualificati in Australia. Un ingegnere indiano nel settore della costruzione sanitaria, ad esempio, potrebbe ora saltare mesi di attesa, mentre un professionista IT in un settore non prioritario potrebbe scivolare indietro nella coda, a meno che la posizione non raggiunga la soglia salariale “Specialist Skills” di 146.576 AUD.
La nuova politica non cambia i requisiti di ammissibilità o le liste delle professioni, ma riorganizza semplicemente le priorità di gestione delle pratiche. Tuttavia, la logistica delle domande diventa cruciale: i candidati offshore che presentano domanda senza familiari a carico avranno priorità maggiore rispetto a chi include dipendenti. Per questo, i consulenti per l’immigrazione consigliano ai professionisti indiani di presentare prima la domanda come “richiedente principale” e aggiungere la famiglia solo dopo, se i tempi sono un fattore critico.
I datori di lavoro che sponsorizzano personale indiano devono rivedere i tempi di mobilitazione e le offerte salariali per verificare se le posizioni ora rientrano nelle corsie preferenziali. Le grandi aziende IT con molti dipendenti in settori non prioritari potrebbero dover pianificare soluzioni alternative o aumentare gli stipendi per accedere alla categoria Specialist Skills.
Secondo le stime della consulenza Fragomen, una volta riequilibrati gli arretrati, i tempi di elaborazione dei visti temporanei potrebbero ridursi di diverse settimane per i ruoli più richiesti.
Fonte: Business Standard
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