
L’aggiornamento continuo di Gulf News del 22 settembre dipinge un quadro complesso ma ancora teso per chi vive, lavora o transita negli Emirati. Sebbene gli aeroporti di Dubai International e Zayed International operino normalmente, gli editori del giornale avvertono che cancellazioni su rotte specifiche possono comparire all’improvviso, mentre le compagnie aeree reagiscono a NOTAM e avvisi militari. Emirates, ad esempio, ha sospeso indefinitamente i voli per Teheran e Mashhad, mentre i collegamenti con Bahrain e Kuwait proseguono. La situazione marittima resta fragile: i dati condivisi con Gulf News mostrano che nel fine settimana sono transitati solo 17 mercantili attraverso lo stretto di Hormuz, contro i 37 della settimana precedente. Nel frattempo, il Comando Centrale USA ha dichiarato di aver deviato 109 navi commerciali dai porti iraniani dal 20 settembre, evidenziando il gioco del gatto col topo nell’applicazione delle sanzioni. Due membri dell’equipaggio sono rimasti feriti nell’attacco con proiettili a un tanker lunedì, ricordando a assicuratori e spedizionieri che incidenti poco visibili possono cambiare drasticamente l’economia delle rotte da un giorno all’altro. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha alzato ulteriormente la posta, minacciando di “cambiare la geografia della guerra” se Washington dovesse intensificare le tensioni. Gli analisti interpretano questa frase come un possibile riferimento a attacchi alle infrastrutture petrolifere del Golfo o operazioni cibernetiche contro aeroporti regionali, scenari che potrebbero avere ripercussioni dirette sui viaggi aziendali e sulle catene di approvvigionamento. Tra i consigli pratici raccolti da Gulf News ci sono il check-in online, portare i farmaci nel bagaglio a mano e confermare separatamente i voli di collegamento, soprattutto per chi si dirige verso Arabia Saudita, Bahrain o Kuwait, dove le interruzioni a catena sono state più gravi. Il Dipartimento di Stato USA continua a raccomandare agli americani di “rivedere la necessità di viaggiare” negli Emirati, una classificazione che influisce sulle coperture assicurative aziendali e può attivare ulteriori misure di responsabilità del datore di lavoro, come app di tracciamento obbligatorie o clausole di evacuazione nei contratti di missione. Con lo stretto di Hormuz ancora parzialmente chiuso e la retorica inasprita in vista dell’Assemblea Generale ONU, i responsabili della mobilità devono aspettarsi una volatilità elevata almeno fino a fine settembre e mantenere aggiornati i piani di gestione delle crisi.
Fonte: Gulf News
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