
L'Alta Commissione Indiana a Kuala Lumpur ha emesso un avviso pubblico dopo aver rilevato un aumento degli indiani che entrano in Malesia senza visto per poi cercare lavoro, una pratica che viola la legge sull'immigrazione malese. Attualmente, gli indiani godono dell'esenzione dal visto per turismo fino al 31 dicembre 2026, ma la missione ha avvertito che chi viola le regole rischia multe per soggiorno irregolare, detenzione e inserimento nella lista nera. Molti viaggiatori, si legge nell’avviso, sono attratti da agenti che promettono permessi di lavoro mai rilasciati. I turisti autentici devono quindi essere in possesso di prenotazioni alberghiere, biglietti di ritorno e prova di invio della Malaysia Digital Arrival Card. Chi cerca lavoro deve ottenere un visto con riferimento (VDR) prima del viaggio. Per i responsabili della mobilità internazionale, questo episodio rappresenta un monito: inviare personale in trasferta con una classificazione d’immigrazione errata può esporre le aziende a sanzioni e ritardi nelle future approvazioni dei permessi di lavoro. L’intervento dell’Alta Commissione dimostra anche l’uso crescente delle missioni estere indiane per monitorare la mobilità in uscita e proteggere i cittadini da sfruttamenti. Aggiornamento sulle politiche di viaggio: le aziende dovrebbero inserire una clausola di conformità che ricordi ai dipendenti che l’ingresso senza visto in Malesia è consentito solo per turismo o visite sociali, mentre incontri di lavoro superiori a sette giorni richiedono una lettera d’invito e un visto a ingresso singolo, da richiedere tramite l’Alta Commissione Malese a Nuova Delhi.
Fonte: Hindustan Times
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