
Alle 10:06 di questa mattina un A320 charter con a bordo Papa Leone XIV è atterrato a Parigi Charles-de-Gaulle, segnando la prima visita papale in Francia dopo dodici anni. Pochi minuti dopo, il Ministero dell’Interno ha confermato l’attivazione del livello ‘urgence attentat’ del piano Vigipirate, autorizzando un rafforzamento delle forze di polizia e gendarmeria negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie ad alta velocità e ai valichi autostradali con Belgio, Germania, Italia e Spagna.
Sebbene le regole di Schengen garantiscano normalmente la libera circolazione interna, la Francia ha notificato alla Commissione Europea la reintroduzione per 48 ore di controlli a campione sui passaporti alle frontiere terrestri e aeree. I viaggiatori d’affari in arrivo con Eurostar e Thalys hanno segnalato ritardi tra i 15 e i 30 minuti, dovuti al timbro manuale sui passaporti extra-UE, una procedura quasi abbandonata con l’introduzione dei varchi automatizzati PARAFE. Le compagnie aeree sono state invitate a imbarcare i passeggeri 20 minuti prima per consentire il controllo manuale dei documenti, mentre gli operatori a terra di CDG hanno allestito zone di attesa supplementari nel Terminal 2E.
Nel centro di Parigi, le unità di sicurezza hanno delimitato diverse aree alberghiere frequentate da delegazioni aziendali. Il Marriott Champs-Élysées, il Peninsula e la Résidence Charles Floquet rientrano nella ‘zona rossa’, dove gli ospiti devono passare al metal detector ogni volta che entrano o escono. Gli organizzatori degli eventi prevedono cambiamenti dell’ultimo minuto nelle sedi: la reception della Camera di Commercio del Lussemburgo, originariamente prevista all’Hôtel de Crillon questa sera, è stata spostata a Versailles per evitare problemi di mobilità.
Nonostante i controlli rafforzati, la presidenza francese sottolinea che le attività commerciali ordinarie devono proseguire, precisando che il piano di emergenza è simile a quello adottato durante le Olimpiadi di Parigi. Tuttavia, le multinazionali stanno attivando i protocolli di gestione crisi: una grande azienda farmaceutica del Fortune 100 ha chiesto ai dipendenti di evitare il centro di Parigi a meno che non sia strettamente necessario, citando il rischio di interruzioni nella logistica della catena del freddo per i campioni.
Per i manager espatriati, l’episodio evidenzia la costante interazione tra eventi diplomatici di alto profilo e il potere discrezionale della Francia di sospendere le garanzie di Schengen. Le aziende devono assicurarsi che i lavoratori distaccati abbiano con sé permessi di soggiorno o copie dei visti, anche per viaggi di lavoro transfrontalieri di routine, fino al ritorno alla normalità previsto per il 27 settembre.
Sebbene le regole di Schengen garantiscano normalmente la libera circolazione interna, la Francia ha notificato alla Commissione Europea la reintroduzione per 48 ore di controlli a campione sui passaporti alle frontiere terrestri e aeree. I viaggiatori d’affari in arrivo con Eurostar e Thalys hanno segnalato ritardi tra i 15 e i 30 minuti, dovuti al timbro manuale sui passaporti extra-UE, una procedura quasi abbandonata con l’introduzione dei varchi automatizzati PARAFE. Le compagnie aeree sono state invitate a imbarcare i passeggeri 20 minuti prima per consentire il controllo manuale dei documenti, mentre gli operatori a terra di CDG hanno allestito zone di attesa supplementari nel Terminal 2E.
Nel centro di Parigi, le unità di sicurezza hanno delimitato diverse aree alberghiere frequentate da delegazioni aziendali. Il Marriott Champs-Élysées, il Peninsula e la Résidence Charles Floquet rientrano nella ‘zona rossa’, dove gli ospiti devono passare al metal detector ogni volta che entrano o escono. Gli organizzatori degli eventi prevedono cambiamenti dell’ultimo minuto nelle sedi: la reception della Camera di Commercio del Lussemburgo, originariamente prevista all’Hôtel de Crillon questa sera, è stata spostata a Versailles per evitare problemi di mobilità.
Nonostante i controlli rafforzati, la presidenza francese sottolinea che le attività commerciali ordinarie devono proseguire, precisando che il piano di emergenza è simile a quello adottato durante le Olimpiadi di Parigi. Tuttavia, le multinazionali stanno attivando i protocolli di gestione crisi: una grande azienda farmaceutica del Fortune 100 ha chiesto ai dipendenti di evitare il centro di Parigi a meno che non sia strettamente necessario, citando il rischio di interruzioni nella logistica della catena del freddo per i campioni.
Per i manager espatriati, l’episodio evidenzia la costante interazione tra eventi diplomatici di alto profilo e il potere discrezionale della Francia di sospendere le garanzie di Schengen. Le aziende devono assicurarsi che i lavoratori distaccati abbiano con sé permessi di soggiorno o copie dei visti, anche per viaggi di lavoro transfrontalieri di routine, fino al ritorno alla normalità previsto per il 27 settembre.
Fonte: Reuters via Boursorama
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