
Gli investigatori dell'immigrazione di Hong Kong hanno arrestato quattro donne cinesi della terraferma, di età compresa tra i 20 e i 31 anni, accusate di essere entrate in città con visti turistici per poi offrire immediatamente servizi a pagamento di trucco, fotografia e pacchetti turistici promossi tramite account “one-stop shop” sui social media. Le sospettate sono state fermate il 28 settembre durante l’operazione “Twilight”, durata due giorni e condotta su tutto il territorio, mirata a contrastare attività commerciali non autorizzate da parte di visitatori. Secondo gli agenti, le donne pubblicizzavano itinerari per gite giornaliere, servizi fotografici e trattamenti cosmetici a prezzi di alcune centinaia di dollari di Hong Kong, sottoquotando gli operatori autorizzati e violando le condizioni del visto che vietano attività lavorative o a scopo di lucro. Li Kwing-chiu, comandante della Task Force Sub-Unit dell’ImmD, ha avvertito che sia i fornitori di servizi sia i clienti rischiano sanzioni penali. “I visitatori che lavorano illegalmente possono essere condannati fino a due anni di carcere e a una multa di 50.000 HKD; chi li impiega commette anch’egli un reato,” ha dichiarato, invitando il pubblico a verificare le licenze e a evitare pagamenti in contanti organizzati tramite app di messaggistica criptata. Il caso evidenzia l’inasprimento delle misure di Hong Kong sul rispetto dei visti per talenti e visitatori, mentre le autorità cercano di attrarre professionisti stranieri tutelando al contempo i posti di lavoro locali. Da gennaio, oltre 320 visitatori sono stati arrestati per lavoro illegale, con le promozioni sui social media che si confermano un modus operandi diffuso. Per i team HR che trasferiscono personale a Hong Kong, l’episodio rappresenta un monito: le categorie di visto sono molto specifiche e i familiari a carico, coniugi accompagnatori e visitatori a breve termine non possono svolgere attività retribuite senza autorizzazioni separate. Le aziende dovrebbero verificare che freelance del marketing e staff per eventi siano in possesso dei permessi corretti e informare gli espatriati che anche lavori occasionali informali possono comportare detenzione e inserimento in blacklist.
Fonte: South China Morning Post
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