
Il Dipartimento federale degli affari esteri svizzero (DFAE) ha pubblicato il 7 ottobre 2026 un aggiornamento del suo avviso di viaggio riguardante Israele e i Territori Palestinesi Occupati. Il comunicato arriva nel terzo anniversario degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e sottolinea che la situazione di sicurezza rimane “altamente volatile” nonostante i rinnovati sforzi per un cessate il fuoco.
Secondo il DFAE, circa 420 persone con legami con la Svizzera risultano ancora registrate nel sistema di crisi Travel Admin. Il personale consolare di Berna, Tel Aviv e Ramallah mantiene un contatto diretto con questi cittadini. Nel suo comunicato, il Consiglio federale ha ribadito la condanna del terrorismo, ha riaffermato il diritto di Israele all’autodifesa secondo il diritto internazionale e ha esortato tutte le parti a rispettare le norme umanitarie.
Il ministero ricorda ai viaggiatori che aeroporti e valichi di frontiera possono chiudere con breve preavviso e che i cittadini svizzeri devono essere pronti a organizzare autonomamente la propria uscita in caso di peggioramento della situazione di sicurezza. Al momento non sono previsti voli speciali di rimpatrio operati da SWISS come in crisi precedenti.
Per i viaggiatori d’affari, le indicazioni del DFAE hanno conseguenze immediate. Le aziende con personale in Israele o Gaza devono aggiornare i protocolli di duty of care, mantenere piani di evacuazione in tempo reale e verificare che le coperture assicurative includano le esclusioni per rischi di guerra. Si consiglia ai datori di lavoro di iscrivere il personale inviato in missione o per progetti a breve termine su Travel Admin, per ricevere notifiche push e assistenza rapida.
Dal punto di vista della compliance sulla mobilità, le imprese devono monitorare le nuove regole israeliane per la registrazione delle ONG, che il DFAE indica come applicabili anche alle organizzazioni umanitarie svizzere. Le proroghe dei visti per lavoratori stranieri potrebbero subire ritardi, poiché le autorità israeliane concentrano le risorse sui controlli di sicurezza. Le multinazionali con sedi locali in Israele dovrebbero prevedere tempi supplementari per il rinnovo dei permessi di lavoro e per i trasporti transfrontalieri, in particolare nei porti di Ashdod e all’aeroporto Ben-Gurion, dove i controlli di sicurezza sono stati intensificati.
Infine, i team di relocation e mobilità globale dovrebbero informare gli espatriati sulla necessità di un budget di emergenza. I prezzi dei biglietti aerei tra Tel Aviv e l’Europa sono aumentati di oltre il 45% durante le precedenti crisi, e i proprietari di immobili in zone più sicure come Haifa ed Eilat spesso richiedono pagamenti anticipati di sei mesi in caso di tensioni.
Il DFAE sottolinea che la decisione di lasciare la regione è responsabilità del viaggiatore e che i costi sono a carico dell’individuo o del datore di lavoro, non della Confederazione Svizzera.
Secondo il DFAE, circa 420 persone con legami con la Svizzera risultano ancora registrate nel sistema di crisi Travel Admin. Il personale consolare di Berna, Tel Aviv e Ramallah mantiene un contatto diretto con questi cittadini. Nel suo comunicato, il Consiglio federale ha ribadito la condanna del terrorismo, ha riaffermato il diritto di Israele all’autodifesa secondo il diritto internazionale e ha esortato tutte le parti a rispettare le norme umanitarie.
Il ministero ricorda ai viaggiatori che aeroporti e valichi di frontiera possono chiudere con breve preavviso e che i cittadini svizzeri devono essere pronti a organizzare autonomamente la propria uscita in caso di peggioramento della situazione di sicurezza. Al momento non sono previsti voli speciali di rimpatrio operati da SWISS come in crisi precedenti.
Per i viaggiatori d’affari, le indicazioni del DFAE hanno conseguenze immediate. Le aziende con personale in Israele o Gaza devono aggiornare i protocolli di duty of care, mantenere piani di evacuazione in tempo reale e verificare che le coperture assicurative includano le esclusioni per rischi di guerra. Si consiglia ai datori di lavoro di iscrivere il personale inviato in missione o per progetti a breve termine su Travel Admin, per ricevere notifiche push e assistenza rapida.
Dal punto di vista della compliance sulla mobilità, le imprese devono monitorare le nuove regole israeliane per la registrazione delle ONG, che il DFAE indica come applicabili anche alle organizzazioni umanitarie svizzere. Le proroghe dei visti per lavoratori stranieri potrebbero subire ritardi, poiché le autorità israeliane concentrano le risorse sui controlli di sicurezza. Le multinazionali con sedi locali in Israele dovrebbero prevedere tempi supplementari per il rinnovo dei permessi di lavoro e per i trasporti transfrontalieri, in particolare nei porti di Ashdod e all’aeroporto Ben-Gurion, dove i controlli di sicurezza sono stati intensificati.
Infine, i team di relocation e mobilità globale dovrebbero informare gli espatriati sulla necessità di un budget di emergenza. I prezzi dei biglietti aerei tra Tel Aviv e l’Europa sono aumentati di oltre il 45% durante le precedenti crisi, e i proprietari di immobili in zone più sicure come Haifa ed Eilat spesso richiedono pagamenti anticipati di sei mesi in caso di tensioni.
Il DFAE sottolinea che la decisione di lasciare la regione è responsabilità del viaggiatore e che i costi sono a carico dell’individuo o del datore di lavoro, non della Confederazione Svizzera.
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