
I funzionari dell'UE stanno ultimando un pacchetto legislativo che renderebbe significativamente più difficile per i cittadini russi ottenere visti Schengen, secondo un rapporto dell'agenzia di stampa ceca ČTK dell'11 ottobre 2026, citando fonti di Politico e Ukrinform. Una coalizione di Stati membri guidata da Polonia, Svezia ed Estonia spinge per queste modifiche, sostenendo che l'attuale sistema — che lo scorso anno ha rilasciato quasi mezzo milione di visti turistici ai russi — presenta "chiare vulnerabilità" che Mosca può sfruttare per operazioni ibride, dal sabotaggio alle campagne di influenza.
Mentre la Repubblica Ceca ha già sospeso dal marzo 2022 il rilascio della maggior parte dei visti di breve durata e dei permessi di soggiorno ai richiedenti russi, Praga sostiene un approccio a livello UE per chiudere le falle residue e garantire un'applicazione uniforme in tutto il blocco. Fonti diplomatiche riferiscono che la Commissione Europea intende presentare una bozza di modifica del Codice dei Visti a gennaio 2027, ma alcune capitali spingono per un intervento più rapido.
Le proposte in discussione includono controlli più rigorosi sui precedenti per i richiedenti che hanno prestato servizio nelle forze armate russe, una riduzione della validità massima dei visti multipli e motivi più ampi per revocare i visti esistenti per ragioni di sicurezza. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero considerare che le misure influenzeranno anche i dipendenti russi distaccati e i viaggiatori d’affari con visti C multipli rilasciati da altri Stati membri. Gli esperti legali consigliano di verificare i portafogli visti dei dipendenti russi e di preparare piani di emergenza per ruoli critici che potrebbero richiedere spostamenti nell’area Schengen. Le aziende potrebbero dover puntare maggiormente su assunzioni locali o sulla collaborazione virtuale se le restrizioni di viaggio si inaspriranno ulteriormente.
L’iniziativa fa parte di una revisione più ampia delle relazioni UE-Russia a seguito della guerra in corso in Ucraina. Ulteriori proposte — come l’ampliamento della lista dei beni sanzionati e la limitazione della mobilità dei diplomatici russi — sono attese al Consiglio Affari Esteri del 12 ottobre. Il ministro degli Esteri ceco Jan Lipavský ha dichiarato ai giornalisti che Praga “sosterrà pienamente ogni misura che riduca i rischi per la sicurezza posti dagli agenti del Cremlino, minimizzando al contempo l’impatto sui casi umanitari autentici.”
Mentre la Repubblica Ceca ha già sospeso dal marzo 2022 il rilascio della maggior parte dei visti di breve durata e dei permessi di soggiorno ai richiedenti russi, Praga sostiene un approccio a livello UE per chiudere le falle residue e garantire un'applicazione uniforme in tutto il blocco. Fonti diplomatiche riferiscono che la Commissione Europea intende presentare una bozza di modifica del Codice dei Visti a gennaio 2027, ma alcune capitali spingono per un intervento più rapido.
Le proposte in discussione includono controlli più rigorosi sui precedenti per i richiedenti che hanno prestato servizio nelle forze armate russe, una riduzione della validità massima dei visti multipli e motivi più ampi per revocare i visti esistenti per ragioni di sicurezza. I responsabili della mobilità aziendale dovrebbero considerare che le misure influenzeranno anche i dipendenti russi distaccati e i viaggiatori d’affari con visti C multipli rilasciati da altri Stati membri. Gli esperti legali consigliano di verificare i portafogli visti dei dipendenti russi e di preparare piani di emergenza per ruoli critici che potrebbero richiedere spostamenti nell’area Schengen. Le aziende potrebbero dover puntare maggiormente su assunzioni locali o sulla collaborazione virtuale se le restrizioni di viaggio si inaspriranno ulteriormente.
L’iniziativa fa parte di una revisione più ampia delle relazioni UE-Russia a seguito della guerra in corso in Ucraina. Ulteriori proposte — come l’ampliamento della lista dei beni sanzionati e la limitazione della mobilità dei diplomatici russi — sono attese al Consiglio Affari Esteri del 12 ottobre. Il ministro degli Esteri ceco Jan Lipavský ha dichiarato ai giornalisti che Praga “sosterrà pienamente ogni misura che riduca i rischi per la sicurezza posti dagli agenti del Cremlino, minimizzando al contempo l’impatto sui casi umanitari autentici.”
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