
Ottawa ha prorogato i controlli sull’immigrazione legati all’Ebola fino al 27 novembre 2026, mantenendo la sospensione del rilascio di visti e permessi per cittadini stranieri con residenza nella Repubblica Democratica del Congo, Sud Sudan o Uganda. L’ordine modificativo, pubblicato sulla Canada Gazette il 10 ottobre e aggiornato il 16 ottobre, cita il rischio per la salute pubblica e prevede esenzioni ministeriali per motivi umanitari. Una nota esplicativa di IRCC rivela l’entità della situazione: al 15 settembre risultano congelati 24.945 documenti di immigrazione, tra cui 20.035 visti turistici, 2.975 permessi di studio e 405 permessi di lavoro, oltre a 1.530 pratiche per la residenza permanente. Altre 33.795 domande sono in sospeso e non potranno essere concluse finché l’ordine resterà in vigore o non sarà revocato. L’ordine non impedisce la presentazione delle domande, ma blocca le decisioni. I datori di lavoro che intendono trasferire personale dai Paesi interessati dovrebbero valutare opzioni di elaborazione in Paesi terzi o posticipare i trasferimenti. Studenti e visitatori già in possesso di visti rilasciati prima dell’entrata in vigore dell’ordine non possono viaggiare finché i documenti non saranno ri-validati. Considerando il meccanismo di rinnovo ogni 60 giorni, chi pianifica la mobilità deve monitorare attentamente gli avvisi sulla Canada Gazette; una revoca anticipata è possibile se l’Organizzazione Mondiale della Sanità riduce il livello di allerta sull’epidemia.
Fonte: IRCC.com
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