
Il Consiglio dei Ministri spagnolo, il 20 ottobre, ha confermato che 12.705 persone entrate nell’enclave nordafricana di Ceuta durante i massicci ingressi del 30-31 luglio hanno già lasciato il territorio spagnolo per rientrare in Marocco. Di queste, 12.142 sono state classificate come rientri volontari secondo la legge sull’immigrazione spagnola, mentre 563 sono state espulsioni formali legate a reati penali o amministrativi. La ministra della Sicurezza Sociale e Migrazione, Elma Saiz, ha presentato i dati in conferenza stampa, aggiungendo che 3.331 minori non accompagnati sono ancora sotto la protezione del sistema di tutela dell’infanzia spagnolo e che 63 pratiche di ricongiungimento familiare sono state inviate a Rabat. Secondo Saiz, il Ministero dell’Interno ha dispiegato oltre 5.200 agenti di polizia e effettuato più di 11.000 pattugliamenti a Ceuta da agosto. La capacità di accoglienza temporanea è stata ampliata a 7.477 posti letto e l’83% dei migranti ancora presenti nell’enclave è stato vaccinato. Le autorità sanitarie riferiscono che solo 20 dei 211 posti letto ospedalieri di Ceuta sono occupati da migranti, un indicatore che il carico sanitario “rimane gestibile”. L’aggiornamento rappresenta il quadro più dettagliato finora degli sforzi spagnoli per risolvere la crisi esplosa quando circa 32.000 cittadini, per lo più sub-sahariani e marocchini, sono entrati in città nuotando o arrampicandosi in due giorni di luglio. Madrid sostiene che i dati dimostrano “progressi costanti” e “stretta cooperazione operativa” con le controparti marocchine, la cui polizia di frontiera facilita i riammissioni al valico di Tarajal. Per i responsabili della mobilità aziendale, i dati confermano che il governo spagnolo continua a privilegiare le partenze volontarie rispetto alle espulsioni forzate, una scelta che può ridurre il rischio reputazionale ma prolungare l’incertezza per le aziende con personale o familiari coinvolti nel sistema di accoglienza di Ceuta. I datori di lavoro che trasferiscono personale nella Spagna continentale dovrebbero continuare a prevedere controlli sporadici su traghetti e voli dall’enclave almeno fino al 22 ottobre, data in cui è previsto il termine della temporanea reintroduzione del controllo Schengen con l’Italia. Praticamente, l’annuncio segnala che le domande di permesso di lavoro o di ricongiungimento familiare per cittadini marocchini potrebbero subire tempi di elaborazione più brevi nelle prossime settimane, grazie alle risorse liberate da Ceuta. Tuttavia, il governo non esclude ulteriori proroghe dei controlli alle frontiere interne in caso di ripresa degli arrivi, quindi restano consigliabili piani di viaggio alternativi.
Fonte: Cadena SER
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