
Parlando con i giornalisti a Rabat il 20 ottobre, il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha dichiarato che “non meno di 15.000” migranti sono ancora presenti nell’enclave, quasi tre mesi dopo gli attraversamenti di fine luglio, superando di gran lunga la stima ufficiale spagnola di circa 7.500 persone ancora nei centri di accoglienza temporanei. Il calcolo si basa su picchi nel consumo locale di acqua, visite ospedaliere e chiamate ai servizi di emergenza. Vivas ha avvertito che la polizia, l’assistenza sanitaria e le infrastrutture stanno raggiungendo il “punto di rottura”, citando un aumento del 184% delle chiamate di emergenza e un’impennata del 400% dei ricoveri in pronto soccorso nell’ultimo mese. Ha ribadito la richiesta al governo spagnolo di fornire più personale per accelerare le espulsioni e di collaborare con Rabat e l’UE per il rimpatrio di circa 3.300 minori non accompagnati. Le sue dichiarazioni arrivano mentre Madrid sottolinea i progressi fatti — 12.700 rimpatri finora — e riconosce il ruolo del Marocco nel facilitare le partenze volontarie. Tuttavia, la cifra più alta indicata dal leader di Ceuta ha riacceso il dibattito sulla trasparenza dei dati e sulla capacità del sistema di accoglienza spagnolo. Per le imprese operanti a Ceuta — comprese le società di logistica che trasportano merci attraverso lo Stretto di Gibilterra — la prospettiva di un’accoglienza prolungata dei migranti solleva preoccupazioni riguardo alla disponibilità di manodopera, ai costi di sicurezza e a possibili disagi al porto. Anche i lavoratori frontalieri che ogni giorno si spostano dal nord del Marocco potrebbero affrontare tempi di attesa più lunghi se le autorità spagnole intensificheranno i controlli documentali in risposta alla pressione politica. Gli osservatori dell’UE sottolineano che la controversia evidenzia narrazioni divergenti all’interno della Spagna e potrebbe influenzare le prossime discussioni del Consiglio sulle deroghe ai controlli alle frontiere di Schengen. Le aziende dovrebbero prepararsi a possibili proroghe della reintroduzione temporanea dei controlli ai viaggi tra Italia e Spagna, attualmente prevista in scadenza il 22 ottobre ma facilmente rinnovabile.
Fonte: Morocco World News
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