
Il “cruscotto statistico” quotidiano del Ministero dell’Interno, pubblicato il 29 ottobre, conferma che finora in questo mese sono arrivate via mare 3.312 persone, portando il totale degli sbarchi nel 2026 a 26.231. Sebbene il dato sia ben al di sotto del record del 2025 di 58.000, le autorità sottolineano che gli arrivi restano “strutturalmente elevati” e concentrati soprattutto a Lampedusa e in Calabria. Gli analisti del ministero evidenziano che bengalesi (23%), algerini (13%) e somali (11%) rappresentano quasi la metà degli arrivi di quest’anno. La crescente quota di migranti asiatici riflette nuove rotte di traffico che spostano gli imbarchi dalla Libia verso Egitto e Turchia, dove operano reti bengalesi. Il ministero sta inviando 120 agenti di polizia di frontiera aggiuntivi a Lampedusa e intende raddoppiare la capacità dei voli charter per i rimpatri forzati a novembre. Per i datori di lavoro, i numeri sono importanti perché i titolari di protezione umanitaria possono richiedere il permesso di lavoro sei mesi dopo aver presentato la domanda di asilo. Secondo Confindustria, l’associazione degli industriali, le carenze nei settori della logistica e della trasformazione alimentare potrebbero essere parzialmente compensate se anche solo il 20% di questa categoria entrasse nel mercato del lavoro all’inizio del 2027. Le aziende sono quindi invitate a seguire le indicazioni delle prefetture sulla conversione delle ricevute di domanda d’asilo in autorizzazioni al lavoro. Dal punto di vista della compliance, i mobility manager devono prevedere tempi più lunghi per l’inserimento di cittadini di paesi terzi trasferiti in Italia. Le questure di Sicilia e Puglia segnalano attese di 90 giorni per le impronte digitali e il primo appuntamento per il permesso di soggiorno. Il Ministero dell’Interno annuncia che il prossimo mese sarà avviata una sperimentazione di pre-iscrizione da remoto, che però riguarderà inizialmente solo i richiedenti protezione umanitaria, escludendo familiari e trasferimenti intra-aziendali. Infine, i partner europei seguiranno attentamente i dati. Nell’ambito del “meccanismo di solidarietà volontaria”, Spagna e Germania hanno concordato di ricollocare fino a 4.000 richiedenti asilo dall’Italia nel 2026. Se gli arrivi dovessero accelerare tra novembre e dicembre, Roma potrebbe chiedere una quota maggiore al prossimo Consiglio Giustizia e Affari Interni, con possibili ripercussioni sui viaggi d’affari all’interno di Schengen.