
Parlando a un evento di base dei Conservatori il 2 novembre 2025, l’ex Segretario agli Interni Suella Braverman ha dichiarato agli attivisti che rimane il suo “sogno e ossessione” vedere un aereo governativo trasportare richiedenti asilo in Ruanda. Il commento — che riecheggia le sue affermazioni del 2022 — arriva nonostante la sentenza della Corte Suprema del luglio 2025, che ha stabilito come il memorandum del precedente governo con il Ruanda violasse gli obblighi del Regno Unito in materia di non-refoulement.
Braverman ha assicurato che un futuro governo conservatore rinegozierà l’accordo con Kigali, otterrà garanzie a livello di trattato e, se necessario, ricorrerà a una legislazione d’emergenza per sospendere alcune parti del Human Rights Act. Ha sostenuto che la minaccia del trasferimento aereo resta “il deterrente più efficace” contro le traversate in piccole imbarcazioni.
Le ONG per i diritti umani hanno condannato il discorso definendolo un “populismo profondamente inquietante”, avvertendo che i trasferimenti forzati verso un paese con un arretrato di 18 mesi nelle approvazioni delle domande d’asilo rischiano di violare l’Articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. L’UNHCR ha ribadito che esternalizzare l’elaborazione delle domande d’asilo crea un pericoloso precedente e ha esortato il Regno Unito a potenziare invece i corridoi sicuri.
Per i responsabili della mobilità globale, la retorica rinnovata segnala una continua instabilità politica sulla politica d’asilo britannica — un ambito che già influenza la fiducia dei datori di lavoro nel ‘Displaced Talent Mobility Pilot’, il programma che consente alle aziende di sponsorizzare rifugiati. Gli studi legali consigliano ai clienti multinazionali di monitorare eventuali tentativi legislativi di limitare il controllo giudiziario, che potrebbero avere ripercussioni sulle impugnazioni relative alla conformità dei lavoratori qualificati.
L’intervento di Braverman esercita inoltre pressione sul Labour, le cui proposte per il Border Security Command sono state criticate per la mancanza di misure di passaggio sicuro. Con entrambi i principali partiti orientati verso narrazioni più dure sull’applicazione della legge, le imprese che dipendono dal talento internazionale temono un clima pubblico più ostile e tempi di elaborazione più lunghi da parte del Ministero dell’Interno in vista delle elezioni del 2026.
Braverman ha assicurato che un futuro governo conservatore rinegozierà l’accordo con Kigali, otterrà garanzie a livello di trattato e, se necessario, ricorrerà a una legislazione d’emergenza per sospendere alcune parti del Human Rights Act. Ha sostenuto che la minaccia del trasferimento aereo resta “il deterrente più efficace” contro le traversate in piccole imbarcazioni.
Le ONG per i diritti umani hanno condannato il discorso definendolo un “populismo profondamente inquietante”, avvertendo che i trasferimenti forzati verso un paese con un arretrato di 18 mesi nelle approvazioni delle domande d’asilo rischiano di violare l’Articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. L’UNHCR ha ribadito che esternalizzare l’elaborazione delle domande d’asilo crea un pericoloso precedente e ha esortato il Regno Unito a potenziare invece i corridoi sicuri.
Per i responsabili della mobilità globale, la retorica rinnovata segnala una continua instabilità politica sulla politica d’asilo britannica — un ambito che già influenza la fiducia dei datori di lavoro nel ‘Displaced Talent Mobility Pilot’, il programma che consente alle aziende di sponsorizzare rifugiati. Gli studi legali consigliano ai clienti multinazionali di monitorare eventuali tentativi legislativi di limitare il controllo giudiziario, che potrebbero avere ripercussioni sulle impugnazioni relative alla conformità dei lavoratori qualificati.
L’intervento di Braverman esercita inoltre pressione sul Labour, le cui proposte per il Border Security Command sono state criticate per la mancanza di misure di passaggio sicuro. Con entrambi i principali partiti orientati verso narrazioni più dure sull’applicazione della legge, le imprese che dipendono dal talento internazionale temono un clima pubblico più ostile e tempi di elaborazione più lunghi da parte del Ministero dell’Interno in vista delle elezioni del 2026.
Fonte: Morning Star
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