
La Royal Canadian Mounted Police (RCMP) di Abbotsford ha annunciato il 3 novembre l’arresto di quattro persone, trasferite all’Agenzia dei Servizi di Frontiera del Canada (CBSA), dopo essere entrate illegalmente in Canada da Lynden, Washington, l’8 ottobre. Tre sospetti sono fuggiti a piedi durante l’inseguimento da parte della U.S. Border Patrol e sono stati intercettati vicino a 0 Avenue, un’area nota per i frequenti attraversamenti non autorizzati tra i due Paesi.
L’episodio si inserisce in una serie di attraversamenti non autorizzati di piccola entità registrati questo autunno, in un contesto in cui i canadesi boicottano i viaggi negli Stati Uniti e alcuni residenti statunitensi mettono alla prova le restrizioni d’ingresso in direzione opposta. Sebbene i numeri restino bassi rispetto alle richieste di asilo verso sud registrate a Roxham Road nel 2022, i funzionari della CBSA hanno riallocato un’unità di pattugliamento mobile nella Fraser Valley e installato ulteriori telecamere a infrarossi lungo il confine verde.
Per le aziende di logistica che operano con flotte di camion attraverso il vicino porto di ingresso Sumas–Abbotsford, gli arresti rappresentano un monito: tratti di confine non sorvegliati possono ancora attirare movimenti illeciti, con possibili chiusure stradali improvvise. Gli autisti sono invitati a portare documenti d’identità aggiornati e a prevedere tempi di margine nei programmi durante le ore di pattugliamento serale più intense.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che i sospetti saranno processati secondo la Legge sulla protezione dell’immigrazione e dei rifugiati e potrebbero ricevere ordini di espulsione entro poche settimane, vista la tempistica accelerata di Ottawa per i casi di attraversamento di confine semplici. I datori di lavoro interessati a sponsorizzazioni umanitarie dovrebbero verificare l’idoneità di tali persone una volta accertata l’inammissibilità.
Le autorità municipali di Abbotsford chiedono la creazione di una task force congiunta USA-Canada, simile al modello Akwesasne, che privilegi la sensibilizzazione pubblica e la segnalazione comunitaria piuttosto che misure esclusivamente punitive.
L’episodio si inserisce in una serie di attraversamenti non autorizzati di piccola entità registrati questo autunno, in un contesto in cui i canadesi boicottano i viaggi negli Stati Uniti e alcuni residenti statunitensi mettono alla prova le restrizioni d’ingresso in direzione opposta. Sebbene i numeri restino bassi rispetto alle richieste di asilo verso sud registrate a Roxham Road nel 2022, i funzionari della CBSA hanno riallocato un’unità di pattugliamento mobile nella Fraser Valley e installato ulteriori telecamere a infrarossi lungo il confine verde.
Per le aziende di logistica che operano con flotte di camion attraverso il vicino porto di ingresso Sumas–Abbotsford, gli arresti rappresentano un monito: tratti di confine non sorvegliati possono ancora attirare movimenti illeciti, con possibili chiusure stradali improvvise. Gli autisti sono invitati a portare documenti d’identità aggiornati e a prevedere tempi di margine nei programmi durante le ore di pattugliamento serale più intense.
Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che i sospetti saranno processati secondo la Legge sulla protezione dell’immigrazione e dei rifugiati e potrebbero ricevere ordini di espulsione entro poche settimane, vista la tempistica accelerata di Ottawa per i casi di attraversamento di confine semplici. I datori di lavoro interessati a sponsorizzazioni umanitarie dovrebbero verificare l’idoneità di tali persone una volta accertata l’inammissibilità.
Le autorità municipali di Abbotsford chiedono la creazione di una task force congiunta USA-Canada, simile al modello Akwesasne, che privilegi la sensibilizzazione pubblica e la segnalazione comunitaria piuttosto che misure esclusivamente punitive.
Fonte: Fraser Valley Today