
Nella tarda serata del 3 novembre, la Camera dei Comuni canadese ha votato 170 contro 163 per eliminare gli emendamenti del comitato che avrebbero limitato drasticamente la trasmissione della cittadinanza ai figli nati all’estero da genitori canadesi. Gli emendamenti al disegno di legge C-3 proponevano un test più rigoroso di “connessione sostanziale” e requisiti aggiuntivi di lingua e sicurezza per i richiedenti adulti. La loro rimozione ripristina l’obiettivo originale del governo: ampliare i diritti di cittadinanza per discendenza e correggere le lacune costituzionali del limite della prima generazione del 2009, evidenziate dalla Corte Superiore dell’Ontario nel 2023.
Secondo il testo ripristinato, i genitori canadesi nati all’estero potranno trasmettere la cittadinanza ai figli a patto di aver trascorso almeno 1.095 giorni (tre anni) in Canada in qualsiasi momento prima della nascita o adozione del bambino. Il disegno di legge concederebbe inoltre retroattivamente la cittadinanza ai cosiddetti “Canadesi Perduti” — persone a cui era stato negato lo status a causa delle regole precedenti.
Per i team di mobilità globale, la modifica riduce la necessità di permessi di lavoro o studio per i figli nati all’estero dei dipendenti, semplificando la pianificazione delle missioni a lungo termine. Le multinazionali si trovano spesso a gestire casi in cui dirigenti senior in trasferta all’estero hanno figli nati fuori dal Canada e devono affrontare procedure di residenza temporanea al rientro. Una volta che il C-3 diventerà legge, quei figli potranno ottenere direttamente il certificato di cittadinanza.
Gli esperti legali consigliano alle famiglie interessate di raccogliere prove della presenza in Canada (dichiarazioni fiscali, registri scolastici, contratti di affitto) per facilitare le future domande di passaporto. Il disegno di legge deve ancora superare la terza lettura alla Camera, ottenere l’approvazione del Senato e ricevere l’Assenso Reale entro la scadenza imposta dal tribunale del 20 novembre, ma gli osservatori prevedono un iter rapido grazie alle alleanze del governo di minoranza.
I critici dell’opposizione sostengono che l’allentamento delle regole potrebbe creare “cittadini di convenienza”, ma i demografi replicano che la modifica riguarda meno di 20.000 persone all’anno e allinea il Canada a paesi simili come Regno Unito e Australia. I datori di lavoro con ampie popolazioni di espatriati dovrebbero monitorare le date di attuazione per adeguare le politiche HR sui benefit per il trasferimento.
Secondo il testo ripristinato, i genitori canadesi nati all’estero potranno trasmettere la cittadinanza ai figli a patto di aver trascorso almeno 1.095 giorni (tre anni) in Canada in qualsiasi momento prima della nascita o adozione del bambino. Il disegno di legge concederebbe inoltre retroattivamente la cittadinanza ai cosiddetti “Canadesi Perduti” — persone a cui era stato negato lo status a causa delle regole precedenti.
Per i team di mobilità globale, la modifica riduce la necessità di permessi di lavoro o studio per i figli nati all’estero dei dipendenti, semplificando la pianificazione delle missioni a lungo termine. Le multinazionali si trovano spesso a gestire casi in cui dirigenti senior in trasferta all’estero hanno figli nati fuori dal Canada e devono affrontare procedure di residenza temporanea al rientro. Una volta che il C-3 diventerà legge, quei figli potranno ottenere direttamente il certificato di cittadinanza.
Gli esperti legali consigliano alle famiglie interessate di raccogliere prove della presenza in Canada (dichiarazioni fiscali, registri scolastici, contratti di affitto) per facilitare le future domande di passaporto. Il disegno di legge deve ancora superare la terza lettura alla Camera, ottenere l’approvazione del Senato e ricevere l’Assenso Reale entro la scadenza imposta dal tribunale del 20 novembre, ma gli osservatori prevedono un iter rapido grazie alle alleanze del governo di minoranza.
I critici dell’opposizione sostengono che l’allentamento delle regole potrebbe creare “cittadini di convenienza”, ma i demografi replicano che la modifica riguarda meno di 20.000 persone all’anno e allinea il Canada a paesi simili come Regno Unito e Australia. I datori di lavoro con ampie popolazioni di espatriati dovrebbero monitorare le date di attuazione per adeguare le politiche HR sui benefit per il trasferimento.
Fonte: CIC News