
Il Governo della Cantabria ha deciso il 6 novembre di presentare un ricorso amministrativo contro due ordinanze emesse dal Delegato del Governo delle Isole Canarie, che disponevano il trasferimento di due minori stranieri non accompagnati presso strutture della Cantabria. Le autorità regionali sostengono che tali ordinanze – datate 13 e 21 ottobre – superano le competenze del delegato e violano le prerogative della Cantabria in materia di pianificazione della capacità ricettiva.
L’azione legale si inserisce in un più ampio scontro tra le regioni del nord della Spagna e il governo centrale riguardo alle quote obbligatorie di redistribuzione introdotte dopo l’aumento dei flussi migratori di quest’anno. La Cantabria sottolinea di ospitare già 412 minori stranieri, ben oltre la quota prevista dall’Accordo di Coesione Territoriale del 2022, e avverte che ulteriori arrivi metterebbero a dura prova la sua rete specializzata di affido.
Se il Tribunale Superiore di Giustizia accoglierà il caso, questo potrebbe diventare un banco di prova per l’interpretazione giuridica del Decreto Reale 658/2025, pilastro fondamentale del nuovo quadro di emergenza spagnolo. Un’eventuale sospensione del trasferimento rallenterebbe i piani di Madrid per evacuare le strutture sovraffollate delle Canarie, mentre un rigetto rafforzerebbe l’autorità centrale nel reindirizzare rapidamente i minori durante i picchi migratori.
Per gli operatori della mobilità internazionale la disputa è rilevante, poiché la resistenza regionale potrebbe ritardare i percorsi di ottenimento del permesso di lavoro per i minori che raggiungono la maggiore età fuori dalle strutture di accoglienza. Le aziende che offrono tirocini nell’ambito del sistema di formazione duale spagnolo devono prepararsi a tempistiche differenziate nelle varie comunità autonome.
Gli studi legali segnalano un aumento delle richieste di consulenza da parte di ONG e organizzazioni private di affido, interessate a chiarimenti sulle disposizioni di custodia temporanea e sulla validità delle carte di soggiorno regionali rilasciate in seguito a trasferimenti contestati.
L’azione legale si inserisce in un più ampio scontro tra le regioni del nord della Spagna e il governo centrale riguardo alle quote obbligatorie di redistribuzione introdotte dopo l’aumento dei flussi migratori di quest’anno. La Cantabria sottolinea di ospitare già 412 minori stranieri, ben oltre la quota prevista dall’Accordo di Coesione Territoriale del 2022, e avverte che ulteriori arrivi metterebbero a dura prova la sua rete specializzata di affido.
Se il Tribunale Superiore di Giustizia accoglierà il caso, questo potrebbe diventare un banco di prova per l’interpretazione giuridica del Decreto Reale 658/2025, pilastro fondamentale del nuovo quadro di emergenza spagnolo. Un’eventuale sospensione del trasferimento rallenterebbe i piani di Madrid per evacuare le strutture sovraffollate delle Canarie, mentre un rigetto rafforzerebbe l’autorità centrale nel reindirizzare rapidamente i minori durante i picchi migratori.
Per gli operatori della mobilità internazionale la disputa è rilevante, poiché la resistenza regionale potrebbe ritardare i percorsi di ottenimento del permesso di lavoro per i minori che raggiungono la maggiore età fuori dalle strutture di accoglienza. Le aziende che offrono tirocini nell’ambito del sistema di formazione duale spagnolo devono prepararsi a tempistiche differenziate nelle varie comunità autonome.
Gli studi legali segnalano un aumento delle richieste di consulenza da parte di ONG e organizzazioni private di affido, interessate a chiarimenti sulle disposizioni di custodia temporanea e sulla validità delle carte di soggiorno regionali rilasciate in seguito a trasferimenti contestati.
Fonte: Europa Press