
Nuovi dati pubblicati il 4 novembre dal governo regionale di Ceuta mostrano che tra gennaio e ottobre 2025 sono state 2.994 le persone che hanno attraversato il confine terrestre dal Marocco all’enclave spagnola, con un aumento del 33,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Oltre un terzo degli arrivi riguarda gruppi familiari che richiedono protezione umanitaria, invertendo la tendenza che vedeva predominare migranti maschi singoli.
L’aumento coincide con un calo storico delle intercettazioni marittime (solo quattro casi quest’anno), suggerendo che le pattuglie costiere marocchine e gli accordi spagnoli per il soccorso in mare stanno spingendo i flussi verso la via terrestre. Fonti della polizia di frontiera riferiscono che molti dei nuovi arrivati sono africani subsahariani che vivevano in Marocco con visti di lavoro temporanei e ora considerano la barriera terrestre una rotta più sicura rispetto al passaggio via mare verso le Isole Canarie.
Per i team di mobilità globale che trasferiscono personale in Marocco o Gibilterra, i dati evidenziano le delicatezze operative nello Stretto di Gibilterra: controlli più severi possono tradursi in tempi di attraversamento più lunghi per i pendolari legittimi, inclusi i lavoratori transfrontalieri impiegati da aziende logistiche spagnole.
Il Ministero dell’Interno di Madrid ha annunciato l’invio di 150 agenti della Guardia Civil in più e l’accelerazione nell’installazione dei sensori della ‘recinzione intelligente’, che sostituiscono il filo spinato con tecnologia di rilevamento del movimento. Le ONG chiedono una più rapida gestione delle domande d’asilo e un aumento della capacità di accoglienza nel Centro di Soggiorno Temporaneo di Ceuta, già al 96% della sua capacità.
L’aumento coincide con un calo storico delle intercettazioni marittime (solo quattro casi quest’anno), suggerendo che le pattuglie costiere marocchine e gli accordi spagnoli per il soccorso in mare stanno spingendo i flussi verso la via terrestre. Fonti della polizia di frontiera riferiscono che molti dei nuovi arrivati sono africani subsahariani che vivevano in Marocco con visti di lavoro temporanei e ora considerano la barriera terrestre una rotta più sicura rispetto al passaggio via mare verso le Isole Canarie.
Per i team di mobilità globale che trasferiscono personale in Marocco o Gibilterra, i dati evidenziano le delicatezze operative nello Stretto di Gibilterra: controlli più severi possono tradursi in tempi di attraversamento più lunghi per i pendolari legittimi, inclusi i lavoratori transfrontalieri impiegati da aziende logistiche spagnole.
Il Ministero dell’Interno di Madrid ha annunciato l’invio di 150 agenti della Guardia Civil in più e l’accelerazione nell’installazione dei sensori della ‘recinzione intelligente’, che sostituiscono il filo spinato con tecnologia di rilevamento del movimento. Le ONG chiedono una più rapida gestione delle domande d’asilo e un aumento della capacità di accoglienza nel Centro di Soggiorno Temporaneo di Ceuta, già al 96% della sua capacità.
Fonte: Ceuta TV
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