
I ministri del Turismo del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) hanno ufficialmente fissato il 2026 come anno di lancio per un visto turistico unificato in stile Schengen, secondo un annuncio pubblicato a Dubai l’11 novembre 2025. Il ministro del Turismo saudita, Ahmed Al-Khatib, ha dichiarato che i sei stati membri—Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Bahrain, Kuwait e Oman—hanno completato la roadmap tecnica per una piattaforma di domanda a sportello unico che consentirà ai visitatori l’accesso multi-entrata in tutto il blocco per un massimo di 90 giorni.
Progettato per diversificare le economie del Golfo lontano dagli idrocarburi, il visto “One GCC” si ispira all’area Schengen europea e si prevede che ridurrà la burocrazia, abbasserà i costi e allungherà la durata media dei soggiorni. Le autorità ritengono che possa attrarre milioni di arrivi in più, soprattutto da mercati a lungo raggio come Cina e India, dove attualmente è necessario richiedere visti separati per ogni destinazione.
Sebbene le tariffe siano ancora in fase di definizione, i test pilota inizieranno nella seconda metà del 2025, con l’iscrizione biometrica e i controlli di sicurezza condivisi tra le banche dati nazionali. L’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale degli Emirati Arabi Uniti (ICP) ha annunciato l’aggiornamento dei sistemi di frontiera elettronica negli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi per riconoscere il nuovo permesso.
I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero iniziare a pianificare itinerari a livello regionale sotto un unico regime di conformità. Il visto unificato faciliterà notevolmente i lavori su più città—ad esempio, una settimana a Dubai seguita da visite a clienti a Riyadh e Doha—riducendo i costi giornalieri e gli oneri amministrativi. Tuttavia, le aziende devono rimanere attente alle normative locali sul lavoro: il possesso del visto GCC esenta dai controlli d’ingresso, ma non sostituisce i permessi di lavoro individuali per incarichi retribuiti.
Progettato per diversificare le economie del Golfo lontano dagli idrocarburi, il visto “One GCC” si ispira all’area Schengen europea e si prevede che ridurrà la burocrazia, abbasserà i costi e allungherà la durata media dei soggiorni. Le autorità ritengono che possa attrarre milioni di arrivi in più, soprattutto da mercati a lungo raggio come Cina e India, dove attualmente è necessario richiedere visti separati per ogni destinazione.
Sebbene le tariffe siano ancora in fase di definizione, i test pilota inizieranno nella seconda metà del 2025, con l’iscrizione biometrica e i controlli di sicurezza condivisi tra le banche dati nazionali. L’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale degli Emirati Arabi Uniti (ICP) ha annunciato l’aggiornamento dei sistemi di frontiera elettronica negli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi per riconoscere il nuovo permesso.
I responsabili dei viaggi aziendali dovrebbero iniziare a pianificare itinerari a livello regionale sotto un unico regime di conformità. Il visto unificato faciliterà notevolmente i lavori su più città—ad esempio, una settimana a Dubai seguita da visite a clienti a Riyadh e Doha—riducendo i costi giornalieri e gli oneri amministrativi. Tuttavia, le aziende devono rimanere attente alle normative locali sul lavoro: il possesso del visto GCC esenta dai controlli d’ingresso, ma non sostituisce i permessi di lavoro individuali per incarichi retribuiti.
Fonte: Times of Dubai
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