
Il nuovo Ministro dell’Interno francese Laurent Núñez ha dichiarato a BFM TV il 13 novembre che è «molto probabile» un suo viaggio in Algeria nelle prossime settimane, segnando un disgelo nelle relazioni bilaterali dopo mesi di tensioni legate a espulsioni e quote di visti.
La svolta arriva dopo la grazia concessa dal presidente algerino Abdelmadjid Tebboune allo scrittore con doppia cittadinanza Boualem Sansal, la cui detenzione per «minaccia all’unità nazionale» aveva rappresentato un punto critico diplomatico.
Le tensioni erano esplose all’inizio dell’anno, quando un cittadino algerino ricercato per espulsione dalla Francia ha accoltellato a morte un passante a Mulhouse. Il predecessore di Núñez aveva risposto riducendo drasticamente il rilascio di visti consolari e minacciando ritorsioni economiche se Algeri non avesse accettato un maggior numero di rimpatriati.
Nelle sue dichiarazioni televisive, Núñez ha ammesso che la strategia punitiva «non ha funzionato» e che ora la Francia punta a un «dialogo esigente ma costruttivo» su sicurezza e migrazione. Ha aggiunto che il presidente Emmanuel Macron ha personalmente ringraziato Tebboune durante una telefonata del 12 novembre.
Una visita ministeriale potrebbe aprire la strada a un nuovo accordo di riammissione e a un rilascio più prevedibile dei laissez-passer, documenti fondamentali per l’esecuzione degli ordini di espulsione. I gruppi imprenditoriali francesi con attività in Nord Africa hanno accolto con favore il cambio di tono, sottolineando che una cooperazione consolare più fluida si traduce spesso in una più rapida gestione dei visti d’affari per i dirigenti.
Gli analisti avvertono però che l’Algeria continua a opporsi alla posizione francese sul Sahara Occidentale e resta diffidente a essere vista come la «gendarmaria» dell’Europa. I progressi concreti saranno valutati in base alle statistiche sulle espulsioni e alla possibile riattivazione dei visti per ricongiungimenti familiari sospesi nel primo trimestre del 2026.
La svolta arriva dopo la grazia concessa dal presidente algerino Abdelmadjid Tebboune allo scrittore con doppia cittadinanza Boualem Sansal, la cui detenzione per «minaccia all’unità nazionale» aveva rappresentato un punto critico diplomatico.
Le tensioni erano esplose all’inizio dell’anno, quando un cittadino algerino ricercato per espulsione dalla Francia ha accoltellato a morte un passante a Mulhouse. Il predecessore di Núñez aveva risposto riducendo drasticamente il rilascio di visti consolari e minacciando ritorsioni economiche se Algeri non avesse accettato un maggior numero di rimpatriati.
Nelle sue dichiarazioni televisive, Núñez ha ammesso che la strategia punitiva «non ha funzionato» e che ora la Francia punta a un «dialogo esigente ma costruttivo» su sicurezza e migrazione. Ha aggiunto che il presidente Emmanuel Macron ha personalmente ringraziato Tebboune durante una telefonata del 12 novembre.
Una visita ministeriale potrebbe aprire la strada a un nuovo accordo di riammissione e a un rilascio più prevedibile dei laissez-passer, documenti fondamentali per l’esecuzione degli ordini di espulsione. I gruppi imprenditoriali francesi con attività in Nord Africa hanno accolto con favore il cambio di tono, sottolineando che una cooperazione consolare più fluida si traduce spesso in una più rapida gestione dei visti d’affari per i dirigenti.
Gli analisti avvertono però che l’Algeria continua a opporsi alla posizione francese sul Sahara Occidentale e resta diffidente a essere vista come la «gendarmaria» dell’Europa. I progressi concreti saranno valutati in base alle statistiche sulle espulsioni e alla possibile riattivazione dei visti per ricongiungimenti familiari sospesi nel primo trimestre del 2026.
Fonte: Reuters