
L'Assemblea Nazionale francese ha aperto questa mattina il dibattito sull'Articolo 30 della Legge Finanziaria 2026, una breve clausola con grandi conseguenze per chiunque necessiti di documenti di immigrazione francesi. Se approvata, la misura aumenterebbe la tassa di bollo governativa (droit de timbre) su quasi tutte le domande di immigrazione e naturalizzazione a partire dal 1° gennaio 2026.
Secondo il testo proposto, la tassa per ottenere la cittadinanza francese salirebbe di 200 euro, arrivando a 450 euro, mentre il costo per ottenere, rinnovare o sostituire una carta di soggiorno standard aumenterebbe di 100 euro, raggiungendo i 300 euro (più 50 euro di bollo). Anche i visti di regolarizzazione — utilizzati dai migranti irregolari che possono richiedere un adeguamento dello status — aumenterebbero di 100 euro. Persino il semplice scambio di una patente di guida straniera con una francese comporterebbe una nuova tassa di 40 euro, mentre le autorizzazioni di soggiorno temporaneo costerebbero 100 euro. Il ministero delle finanze stima che il pacchetto potrebbe generare 160 milioni di euro in più all’anno, una cifra che, secondo il governo, allineerebbe la Francia ai “livelli medi” degli altri Paesi UE.
Le associazioni per i diritti dei migranti hanno reagito con rabbia. La Cimade ha definito il piano “un ulteriore passo in una politica di deterrenza ed esclusione”, avvertendo che i costi più alti scoraggeranno la regolarizzazione e spingeranno più persone in situazioni di precarietà. Le federazioni dei datori di lavoro temono invece tempi di reclutamento più lunghi per i talenti stranieri, mentre gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che le modifiche arriveranno a soli sei mesi dall’entrata in vigore obbligatoria del nuovo portale online per i permessi di soggiorno, creando un doppio shock per chi non è familiare con il sistema digitale.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, le nuove tariffe aumenteranno i costi per i team HR che gestiscono l’arrivo di lavoratori extra-UE con permessi Talent Passport (attualmente tassati 225 euro). Le multinazionali stanno già consigliando ai trasferiti del 2025 di presentare le domande di rinnovo entro fine anno, quando possibile.
Il dibattito sull’Articolo 30 dovrebbe protrarsi fino al weekend. Poiché il governo non ha una maggioranza assoluta, potrebbero ancora essere presentati emendamenti — inclusa la possibile esenzione delle tariffe per studenti e fondatori di start-up — prima del voto finale previsto per la fine del mese.
Secondo il testo proposto, la tassa per ottenere la cittadinanza francese salirebbe di 200 euro, arrivando a 450 euro, mentre il costo per ottenere, rinnovare o sostituire una carta di soggiorno standard aumenterebbe di 100 euro, raggiungendo i 300 euro (più 50 euro di bollo). Anche i visti di regolarizzazione — utilizzati dai migranti irregolari che possono richiedere un adeguamento dello status — aumenterebbero di 100 euro. Persino il semplice scambio di una patente di guida straniera con una francese comporterebbe una nuova tassa di 40 euro, mentre le autorizzazioni di soggiorno temporaneo costerebbero 100 euro. Il ministero delle finanze stima che il pacchetto potrebbe generare 160 milioni di euro in più all’anno, una cifra che, secondo il governo, allineerebbe la Francia ai “livelli medi” degli altri Paesi UE.
Le associazioni per i diritti dei migranti hanno reagito con rabbia. La Cimade ha definito il piano “un ulteriore passo in una politica di deterrenza ed esclusione”, avvertendo che i costi più alti scoraggeranno la regolarizzazione e spingeranno più persone in situazioni di precarietà. Le federazioni dei datori di lavoro temono invece tempi di reclutamento più lunghi per i talenti stranieri, mentre gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che le modifiche arriveranno a soli sei mesi dall’entrata in vigore obbligatoria del nuovo portale online per i permessi di soggiorno, creando un doppio shock per chi non è familiare con il sistema digitale.
Dal punto di vista della mobilità aziendale, le nuove tariffe aumenteranno i costi per i team HR che gestiscono l’arrivo di lavoratori extra-UE con permessi Talent Passport (attualmente tassati 225 euro). Le multinazionali stanno già consigliando ai trasferiti del 2025 di presentare le domande di rinnovo entro fine anno, quando possibile.
Il dibattito sull’Articolo 30 dovrebbe protrarsi fino al weekend. Poiché il governo non ha una maggioranza assoluta, potrebbero ancora essere presentati emendamenti — inclusa la possibile esenzione delle tariffe per studenti e fondatori di start-up — prima del voto finale previsto per la fine del mese.
Fonte: CNEWS