
La Direzione Generale per la Residenza e gli Affari degli Stranieri di Dubai (GDRFA) sfrutterà il Dubai Airshow della prossima settimana per presentare una nuova generazione di servizi per la gestione delle frontiere e della residenza, pensati per rendere l’ingresso, la vita e gli affari nell’emirato quasi completamente digitali e senza carta. L’agenzia mostrerà il suo Smart Corridor aggiornato, un varco biometrico che consente ai viaggiatori preregistrati di superare i controlli di immigrazione in pochi secondi, insieme a una nuova piattaforma di Comando e Controllo che offre agli operatori una visione in tempo reale dei flussi passeggeri e degli eventi di sicurezza.
Oltre all’aeroporto, la GDRFA lancerà la Salama Digital Platform, un sistema basato sull’intelligenza artificiale che automatizza la valutazione del rischio e il rilevamento delle frodi nelle domande di visto e residenza. Secondo le autorità, lo strumento ha già ridotto del 40% i controlli manuali dei documenti durante la fase pilota. I responsabili della mobilità aziendale potranno inoltre beneficiare di miglioramenti a “Platform 04”, un hub di servizi omnicanale che consente ai datori di lavoro di monitorare richieste di permessi di lavoro, nomine per il Golden Visa, domande per i familiari a carico e multe, tutto da un unico cruscotto.
Due iniziative saranno particolarmente rilevanti per le multinazionali che spostano personale nel Golfo. La prima è il tanto atteso visto di residenza GCC, che permetterà ai residenti qualificati negli Emirati di ottenere il visto all’arrivo negli stati vicini; sarà presentato con tempistiche di lancio e specifiche API digitali per l’integrazione con compagnie aeree e agenzie di viaggio. La seconda è la nuova “Happiness Card for Tourists”, che combina dati del visto, funzionalità di pagamento e offerte di marketing cittadino in un unico pass NFC, scaricabile su Apple e Google Wallet una volta approvato.
La GDRFA sottolinea che questi aggiornamenti sono in linea con l’obiettivo di Dubai Vision 2033 di diventare il luogo più semplice al mondo da visitare e in cui investire. Si prevede inoltre che risponderanno ai picchi di traffico generati dal prossimo visto turistico unificato GCC e dalla rapida crescita della popolazione di espatriati nell’emirato. Per i datori di lavoro globali, il messaggio è chiaro: nei prossimi 12 mesi si potranno aspettare procedure di onboarding più rapide, code più brevi e una visibilità dati più completa nel trasferimento del personale a Dubai.
Oltre all’aeroporto, la GDRFA lancerà la Salama Digital Platform, un sistema basato sull’intelligenza artificiale che automatizza la valutazione del rischio e il rilevamento delle frodi nelle domande di visto e residenza. Secondo le autorità, lo strumento ha già ridotto del 40% i controlli manuali dei documenti durante la fase pilota. I responsabili della mobilità aziendale potranno inoltre beneficiare di miglioramenti a “Platform 04”, un hub di servizi omnicanale che consente ai datori di lavoro di monitorare richieste di permessi di lavoro, nomine per il Golden Visa, domande per i familiari a carico e multe, tutto da un unico cruscotto.
Due iniziative saranno particolarmente rilevanti per le multinazionali che spostano personale nel Golfo. La prima è il tanto atteso visto di residenza GCC, che permetterà ai residenti qualificati negli Emirati di ottenere il visto all’arrivo negli stati vicini; sarà presentato con tempistiche di lancio e specifiche API digitali per l’integrazione con compagnie aeree e agenzie di viaggio. La seconda è la nuova “Happiness Card for Tourists”, che combina dati del visto, funzionalità di pagamento e offerte di marketing cittadino in un unico pass NFC, scaricabile su Apple e Google Wallet una volta approvato.
La GDRFA sottolinea che questi aggiornamenti sono in linea con l’obiettivo di Dubai Vision 2033 di diventare il luogo più semplice al mondo da visitare e in cui investire. Si prevede inoltre che risponderanno ai picchi di traffico generati dal prossimo visto turistico unificato GCC e dalla rapida crescita della popolazione di espatriati nell’emirato. Per i datori di lavoro globali, il messaggio è chiaro: nei prossimi 12 mesi si potranno aspettare procedure di onboarding più rapide, code più brevi e una visibilità dati più completa nel trasferimento del personale a Dubai.
Fonte: Gulf News
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