
Alla 42ª riunione dei ministri dell’Interno del GCC a Kuwait City, il 12 novembre, il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha approvato un modello di controllo viaggi “one-stop” che permetterà ai cittadini del Golfo di completare le procedure di immigrazione, dogana e sicurezza in un unico punto di ingresso. La prima prova pratica inizierà a dicembre sui voli tra Emirati Arabi Uniti e Bahrain, dopodiché il sistema sarà valutato per un’eventuale estensione a tutti e sei gli stati membri del GCC.
Nel progetto pilota, i viaggiatori in partenza da Abu Dhabi, Dubai o Manama completeranno le formalità di uscita come di consueto, ma all’arrivo passeranno attraverso un canale dedicato dove le autorità di entrambi gli stati effettueranno i controlli simultaneamente. Secondo i funzionari, il processo potrebbe ridurre i tempi di gestione fino al 40% e mira a replicare l’esperienza Schengen in Europa, rafforzando l’integrazione economica regionale.
Per le aziende con sede negli Emirati, la novità significa tempi di transito più rapidi per il personale che viaggia tra Emirati e Bahrain, riducendo le ore perse in fila negli aeroporti. I consulenti per il trasferimento si aspettano che il modello possa in futuro integrarsi nel tanto atteso “Visto Turistico Unificato del GCC”, offrendo alle multinazionali un bacino di talenti più ampio e una circolazione più libera all’interno del blocco. Anche i fornitori di servizi logistici prevedono procedure di trasporto aereo più snelle una volta che la collaborazione doganale sarà integrata nel corridoio.
I dettagli pratici sono ancora limitati: le autorità stanno finalizzando una piattaforma elettronica condivisa per registrare infrazioni e dati sui viaggi, oltre a definire standard comuni di privacy. Tuttavia, le compagnie aeree sono state invitate a preparare designatori dedicati per le carte d’imbarco e segnaletica in vista del lancio di dicembre. Se il test avrà successo, la Segreteria del GCC punta a estendere il modello anche ai confini terrestri e ai porti marittimi entro la fine del 2026.
I responsabili dei viaggi dovrebbero informare i dipendenti basati nel Golfo che, per ora, il sistema si applica solo ai cittadini degli stati membri del GCC; i residenti stranieri continueranno a seguire le procedure di ingresso e uscita attuali. Tuttavia, i funzionari hanno lasciato intendere che una seconda fase potrebbe includere anche i residenti una volta stabilita l’integrazione tecnica. Le aziende con traffico frequente tra Emirati e Bahrain dovrebbero monitorare ulteriori comunicazioni e assicurarsi che il personale porti con sé il passaporto anziché la carta d’identità fino a quando non saranno chiariti i requisiti documentali.
Nel progetto pilota, i viaggiatori in partenza da Abu Dhabi, Dubai o Manama completeranno le formalità di uscita come di consueto, ma all’arrivo passeranno attraverso un canale dedicato dove le autorità di entrambi gli stati effettueranno i controlli simultaneamente. Secondo i funzionari, il processo potrebbe ridurre i tempi di gestione fino al 40% e mira a replicare l’esperienza Schengen in Europa, rafforzando l’integrazione economica regionale.
Per le aziende con sede negli Emirati, la novità significa tempi di transito più rapidi per il personale che viaggia tra Emirati e Bahrain, riducendo le ore perse in fila negli aeroporti. I consulenti per il trasferimento si aspettano che il modello possa in futuro integrarsi nel tanto atteso “Visto Turistico Unificato del GCC”, offrendo alle multinazionali un bacino di talenti più ampio e una circolazione più libera all’interno del blocco. Anche i fornitori di servizi logistici prevedono procedure di trasporto aereo più snelle una volta che la collaborazione doganale sarà integrata nel corridoio.
I dettagli pratici sono ancora limitati: le autorità stanno finalizzando una piattaforma elettronica condivisa per registrare infrazioni e dati sui viaggi, oltre a definire standard comuni di privacy. Tuttavia, le compagnie aeree sono state invitate a preparare designatori dedicati per le carte d’imbarco e segnaletica in vista del lancio di dicembre. Se il test avrà successo, la Segreteria del GCC punta a estendere il modello anche ai confini terrestri e ai porti marittimi entro la fine del 2026.
I responsabili dei viaggi dovrebbero informare i dipendenti basati nel Golfo che, per ora, il sistema si applica solo ai cittadini degli stati membri del GCC; i residenti stranieri continueranno a seguire le procedure di ingresso e uscita attuali. Tuttavia, i funzionari hanno lasciato intendere che una seconda fase potrebbe includere anche i residenti una volta stabilita l’integrazione tecnica. Le aziende con traffico frequente tra Emirati e Bahrain dovrebbero monitorare ulteriori comunicazioni e assicurarsi che il personale porti con sé il passaporto anziché la carta d’identità fino a quando non saranno chiariti i requisiti documentali.
Fonte: Gulf News
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