
Dal 25 novembre 2025, i laureati stranieri nel Regno Unito potranno passare direttamente da un visto studentesco alla categoria Innovator Founder, grazie alle modifiche alle regole del Home Office pubblicate questa settimana. Fino ad ora, gli aspiranti imprenditori dovevano tornare nel proprio paese d’origine, presentare una nuova domanda e attendere una decisione, spesso perdendo slancio e accesso al mercato britannico.
Il visto Innovator Founder, introdotto lo scorso anno, consente ai titolari di avviare imprese considerate innovative, sostenibili e scalabili da un ente approvato. Garantisce un soggiorno iniziale di tre anni, rinnovabile indefinitamente e può portare alla residenza permanente. Il nuovo passaggio diretto nel paese offre quindi ai laureati indiani un collegamento fluido tra il mondo accademico e l’imprenditoria, integrando la Graduate Route biennale e il visto High Potential Individual.
I requisiti finanziari restano contenuti (1.270 sterline per il mantenimento) e non è richiesto un capitale minimo di investimento se la start-up ottiene l’approvazione. Tuttavia, i candidati devono prevedere i costi per le commissioni di endorsement (1.000 sterline) e i controlli periodici. È consentito lavorare al di fuori dell’impresa solo in ruoli di livello RQF 3 o superiore.
Le università con un alto numero di studenti indiani, come Coventry, Sheffield e Newcastle, si stanno già preparando con partnership di incubatori per aiutare gli studenti a elaborare business plan pronti per l’approvazione. I consulenti per l’immigrazione suggeriscono alle aziende di rivedere le proprie politiche: i dipendenti con visti studenteschi o Graduate che avviano imprese possono ora rimanere nel Regno Unito senza interrompere i loro incarichi o dover affrontare costosi trasferimenti ICT.
Per l’ecosistema delle start-up indiano, questa novità apre un nuovo canale: gli ex studenti possono far crescere entità registrate nel Regno Unito mantenendo le operazioni in India, facilitando l’espansione transfrontaliera nei settori fintech, intelligenza artificiale e tecnologie per il clima.
Il visto Innovator Founder, introdotto lo scorso anno, consente ai titolari di avviare imprese considerate innovative, sostenibili e scalabili da un ente approvato. Garantisce un soggiorno iniziale di tre anni, rinnovabile indefinitamente e può portare alla residenza permanente. Il nuovo passaggio diretto nel paese offre quindi ai laureati indiani un collegamento fluido tra il mondo accademico e l’imprenditoria, integrando la Graduate Route biennale e il visto High Potential Individual.
I requisiti finanziari restano contenuti (1.270 sterline per il mantenimento) e non è richiesto un capitale minimo di investimento se la start-up ottiene l’approvazione. Tuttavia, i candidati devono prevedere i costi per le commissioni di endorsement (1.000 sterline) e i controlli periodici. È consentito lavorare al di fuori dell’impresa solo in ruoli di livello RQF 3 o superiore.
Le università con un alto numero di studenti indiani, come Coventry, Sheffield e Newcastle, si stanno già preparando con partnership di incubatori per aiutare gli studenti a elaborare business plan pronti per l’approvazione. I consulenti per l’immigrazione suggeriscono alle aziende di rivedere le proprie politiche: i dipendenti con visti studenteschi o Graduate che avviano imprese possono ora rimanere nel Regno Unito senza interrompere i loro incarichi o dover affrontare costosi trasferimenti ICT.
Per l’ecosistema delle start-up indiano, questa novità apre un nuovo canale: gli ex studenti possono far crescere entità registrate nel Regno Unito mantenendo le operazioni in India, facilitando l’espansione transfrontaliera nei settori fintech, intelligenza artificiale e tecnologie per il clima.
Fonte: Times of India
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