
A partire dal 15 novembre, i viaggiatori con passaporto nepalese non necessitano più di un visto di transito per passare attraverso l'Aeroporto Internazionale di Hong Kong, ha confermato il Consolato Generale del Nepal in una circolare del 20 novembre. Questa esenzione dal visto annulla una politica del 2005 che obbligava i passeggeri nepalesi, sia per affari che per turismo, a ottenere un permesso pre-approvato anche per i trasferimenti in area sterile, aumentando costi e incertezze negli itinerari con più tappe.
La modifica arriva dopo una lunga pressione da parte di Kathmandu e della diaspora nepalese, che sostenevano come le vecchie regole ostacolassero la connettività verso Nord America, Australia e Asia orientale, destinazioni chiave che si affidano allo status di hub di Hong Kong. Compagnie come Cathay Pacific e Nepal Airlines prevedono un aumento delle prenotazioni, poiché i viaggiatori nepalesi potranno ora scegliere rotte più competitive via Hong Kong anziché Doha o Istanbul.
Per i responsabili della mobilità globale, l’esenzione semplifica le opzioni di routing d’emergenza: i dipendenti in Sud Asia possono essere prenotati rapidamente attraverso Hong Kong senza il rischio di vedersi negare l’imbarco per mancanza di documenti di transito. Tuttavia, i team di gestione del rischio di viaggio devono ricordare al personale che per uscire dall’area sterile è ancora necessario un visto d’ingresso completo.
Il Dipartimento Immigrazione non ha ancora pubblicato l’aggiornamento sul suo portale in inglese, ma gli agenti di terra dell’aeroporto sono stati informati. Le associazioni di settore hanno invitato Hong Kong a rivedere le regole sui visti di transito anche per altri mercati a basso rischio, per rafforzare la competitività rispetto ad hub rivali come Singapore.
Il consiglio del turismo nepalese ha accolto positivamente la decisione, sottolineando che una connettività più semplice e diretta potrebbe sostenere l’obiettivo di raggiungere 2 milioni di arrivi internazionali entro il 2028, molti dei quali dipendono da collegamenti a lungo raggio oltre l’Asia.
La modifica arriva dopo una lunga pressione da parte di Kathmandu e della diaspora nepalese, che sostenevano come le vecchie regole ostacolassero la connettività verso Nord America, Australia e Asia orientale, destinazioni chiave che si affidano allo status di hub di Hong Kong. Compagnie come Cathay Pacific e Nepal Airlines prevedono un aumento delle prenotazioni, poiché i viaggiatori nepalesi potranno ora scegliere rotte più competitive via Hong Kong anziché Doha o Istanbul.
Per i responsabili della mobilità globale, l’esenzione semplifica le opzioni di routing d’emergenza: i dipendenti in Sud Asia possono essere prenotati rapidamente attraverso Hong Kong senza il rischio di vedersi negare l’imbarco per mancanza di documenti di transito. Tuttavia, i team di gestione del rischio di viaggio devono ricordare al personale che per uscire dall’area sterile è ancora necessario un visto d’ingresso completo.
Il Dipartimento Immigrazione non ha ancora pubblicato l’aggiornamento sul suo portale in inglese, ma gli agenti di terra dell’aeroporto sono stati informati. Le associazioni di settore hanno invitato Hong Kong a rivedere le regole sui visti di transito anche per altri mercati a basso rischio, per rafforzare la competitività rispetto ad hub rivali come Singapore.
Il consiglio del turismo nepalese ha accolto positivamente la decisione, sottolineando che una connettività più semplice e diretta potrebbe sostenere l’obiettivo di raggiungere 2 milioni di arrivi internazionali entro il 2028, molti dei quali dipendono da collegamenti a lungo raggio oltre l’Asia.
Fonte: The Diplomat Nepal
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Hong Kong.Di più da Hong Kong
Visualizza tutto
Hong Kong revoca l'allerta di viaggio Amber per Belgio, Francia, Indonesia e Sabah
Il Dipartimento dell'Immigrazione arresta 34 persone nell'ultima operazione contro i lavoratori irregolari