
L'Ufficio Immigrazione della Thailandia ha emanato nuove direttive operative che, per la prima volta, autorizzano gli agenti di frontiera a negare l'ingresso ai cittadini indiani che effettuano un terzo ingresso consecutivo senza visto entro un periodo mobile di 180 giorni. La politica, pubblicata il 26 novembre ed entrata in vigore immediatamente, mira a contrastare i cosiddetti "visa run", ovvero le uscite temporanee dal Paese seguite da un nuovo ingresso con esenzione di visto di 60 giorni.
Secondo la nuova regola, i titolari di passaporto indiano continueranno a beneficiare di un soggiorno senza visto di 60 giorni fino al 31 marzo 2026, ma gli agenti di immigrazione monitoreranno i modelli di ingressi consecutivi. I viaggiatori ritenuti abusare di questo privilegio potrebbero vedersi negare l'imbarco negli aeroporti di partenza o l'ingresso al loro arrivo. Per supportare l'applicazione della norma, le compagnie aeree dovranno verificare che i passeggeri non abbiano superato il limite previsto, e tutti i viaggiatori, con o senza visto, dovranno compilare la Thailand Digital Arrival Card (TDAC) entro 72 ore prima della partenza.
Le autorità thailandesi giustificano la stretta con l'aumento dei casi di permanenza oltre il termine consentito e con segnalazioni di lavoro informale da parte di stranieri a lungo soggiorno. Per l'India, il mercato in più rapida crescita con 1,6 milioni di arrivi previsti per l'anno fiscale 2025-26, la modifica potrebbe ridurre una fetta di backpacker a lungo termine, nomadi digitali e lavoratori informali che facevano affidamento su frequenti attraversamenti di confine. I visitatori tradizionali per turismo o affari a breve termine difficilmente saranno coinvolti, a patto che i loro itinerari restino entro un singolo soggiorno di 60 giorni.
I team di mobilità aziendale dovrebbero: 1) verificare la cronologia dei viaggi dei dipendenti in Thailandia per evitare violazioni involontarie, 2) integrare la compilazione della TDAC nei processi pre-viaggio, e 3) consigliare ai viaggiatori che necessitano di soggiorni prolungati di ottenere in anticipo i visti turistici o d'affari appropriati. Le compagnie aeree potrebbero dover affrontare controlli documentali più rigorosi negli aeroporti indiani di partenza come Delhi, Mumbai e Bengaluru.
Guardando al futuro, la Thailandia prevede di lanciare una piattaforma completa di e-Visa per gli indiani il 1° gennaio 2025, che potrebbe semplificare le domande di visto per soggiorni prolungati ma anche fornire alle autorità dati più dettagliati per monitorare i modelli di ingresso. L'entità con cui verrà applicata la regola degli ingressi consecutivi influenzerà l'attrattività della destinazione per il crescente segmento indiano di lavoratori da remoto e PMI.
Secondo la nuova regola, i titolari di passaporto indiano continueranno a beneficiare di un soggiorno senza visto di 60 giorni fino al 31 marzo 2026, ma gli agenti di immigrazione monitoreranno i modelli di ingressi consecutivi. I viaggiatori ritenuti abusare di questo privilegio potrebbero vedersi negare l'imbarco negli aeroporti di partenza o l'ingresso al loro arrivo. Per supportare l'applicazione della norma, le compagnie aeree dovranno verificare che i passeggeri non abbiano superato il limite previsto, e tutti i viaggiatori, con o senza visto, dovranno compilare la Thailand Digital Arrival Card (TDAC) entro 72 ore prima della partenza.
Le autorità thailandesi giustificano la stretta con l'aumento dei casi di permanenza oltre il termine consentito e con segnalazioni di lavoro informale da parte di stranieri a lungo soggiorno. Per l'India, il mercato in più rapida crescita con 1,6 milioni di arrivi previsti per l'anno fiscale 2025-26, la modifica potrebbe ridurre una fetta di backpacker a lungo termine, nomadi digitali e lavoratori informali che facevano affidamento su frequenti attraversamenti di confine. I visitatori tradizionali per turismo o affari a breve termine difficilmente saranno coinvolti, a patto che i loro itinerari restino entro un singolo soggiorno di 60 giorni.
I team di mobilità aziendale dovrebbero: 1) verificare la cronologia dei viaggi dei dipendenti in Thailandia per evitare violazioni involontarie, 2) integrare la compilazione della TDAC nei processi pre-viaggio, e 3) consigliare ai viaggiatori che necessitano di soggiorni prolungati di ottenere in anticipo i visti turistici o d'affari appropriati. Le compagnie aeree potrebbero dover affrontare controlli documentali più rigorosi negli aeroporti indiani di partenza come Delhi, Mumbai e Bengaluru.
Guardando al futuro, la Thailandia prevede di lanciare una piattaforma completa di e-Visa per gli indiani il 1° gennaio 2025, che potrebbe semplificare le domande di visto per soggiorni prolungati ma anche fornire alle autorità dati più dettagliati per monitorare i modelli di ingresso. L'entità con cui verrà applicata la regola degli ingressi consecutivi influenzerà l'attrattività della destinazione per il crescente segmento indiano di lavoratori da remoto e PMI.
Fonte: Travel and Tour World
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