
In una circolare serale del 24 novembre, il Ministero degli Interni ha silenziosamente ampliato il programma Visa-on-Arrival (VoA) per i cittadini degli Emirati Arabi Uniti. Con effetto immediato, i titolari di passaporto UAE che soddisfano i criteri di idoneità VoA esistenti possono ora entrare attraverso gli aeroporti internazionali di Kochi, Calicut e Ahmedabad, oltre ai sei punti di ingresso già autorizzati (Delhi, Mumbai, Bengaluru, Hyderabad, Chennai e Kolkata).
Questa modifica è rilevante sia per i viaggiatori di piacere che per quelli d’affari. Le compagnie aeree del Golfo operano frequenti collegamenti verso Kerala e Gujarat per servire le numerose comunità di espatriati e la crescente domanda di turismo medico. Fino ad ora, i visitatori d’affari che arrivavano con voli notturni in queste città dovevano ottenere un e-Visa in anticipo o proseguire verso un aeroporto hub che offrisse il servizio VoA, aumentando costi e incertezze per viaggi dell’ultimo minuto. I nuovi punti di ingresso riducono queste difficoltà e si prevede che favoriranno incontri nel weekend, viaggi benessere e traffico MICE a breve raggio.
Contesto: il servizio VoA per i cittadini UAE è stato lanciato nel 2017 su base di reciprocità e consente un soggiorno singolo o doppio fino a 60 giorni per turismo, affari, conferenze o cure mediche, a condizione che il viaggiatore abbia già ottenuto almeno una volta un e-Visa indiano. Secondo il Ministero del Turismo, gli arrivi dagli UAE sono tornati a 1,2 milioni nel 2024, superando i livelli pre-pandemia. Le associazioni di settore avevano fatto pressione per estendere l’opzione VoA oltre i sei aeroporti principali anche alle città secondarie con collegamenti diretti dal Golfo.
Implicazioni pratiche:
• Compagnie aeree e agenzie di viaggio devono aggiornare checklist e strumenti di prenotazione per includere i nuovi aeroporti.
• I responsabili della mobilità aziendale possono aspettarsi una più rapida assegnazione di team basati in Medio Oriente a progetti nei cluster IT/sanitari del Kerala e nel corridoio manifatturiero del Gujarat.
• I viaggiatori devono comunque compilare l’Allegato A, portare la prova di un visto indiano precedente e pagare la tassa di 100 dollari USA in contanti o con carta al banco; durante la fase di avvio, le code potrebbero essere più brevi nei nuovi aeroporti.
Gli analisti vedono questa mossa come un ulteriore passo verso l’obiettivo dell’India di raddoppiare gli arrivi turistici stranieri a 20 milioni entro il 2030. Il Ministero degli Interni sta valutando richieste simili da Giappone, Corea del Sud e Francia, ma non è stata ancora fissata una tempistica.
Questa modifica è rilevante sia per i viaggiatori di piacere che per quelli d’affari. Le compagnie aeree del Golfo operano frequenti collegamenti verso Kerala e Gujarat per servire le numerose comunità di espatriati e la crescente domanda di turismo medico. Fino ad ora, i visitatori d’affari che arrivavano con voli notturni in queste città dovevano ottenere un e-Visa in anticipo o proseguire verso un aeroporto hub che offrisse il servizio VoA, aumentando costi e incertezze per viaggi dell’ultimo minuto. I nuovi punti di ingresso riducono queste difficoltà e si prevede che favoriranno incontri nel weekend, viaggi benessere e traffico MICE a breve raggio.
Contesto: il servizio VoA per i cittadini UAE è stato lanciato nel 2017 su base di reciprocità e consente un soggiorno singolo o doppio fino a 60 giorni per turismo, affari, conferenze o cure mediche, a condizione che il viaggiatore abbia già ottenuto almeno una volta un e-Visa indiano. Secondo il Ministero del Turismo, gli arrivi dagli UAE sono tornati a 1,2 milioni nel 2024, superando i livelli pre-pandemia. Le associazioni di settore avevano fatto pressione per estendere l’opzione VoA oltre i sei aeroporti principali anche alle città secondarie con collegamenti diretti dal Golfo.
Implicazioni pratiche:
• Compagnie aeree e agenzie di viaggio devono aggiornare checklist e strumenti di prenotazione per includere i nuovi aeroporti.
• I responsabili della mobilità aziendale possono aspettarsi una più rapida assegnazione di team basati in Medio Oriente a progetti nei cluster IT/sanitari del Kerala e nel corridoio manifatturiero del Gujarat.
• I viaggiatori devono comunque compilare l’Allegato A, portare la prova di un visto indiano precedente e pagare la tassa di 100 dollari USA in contanti o con carta al banco; durante la fase di avvio, le code potrebbero essere più brevi nei nuovi aeroporti.
Gli analisti vedono questa mossa come un ulteriore passo verso l’obiettivo dell’India di raddoppiare gli arrivi turistici stranieri a 20 milioni entro il 2030. Il Ministero degli Interni sta valutando richieste simili da Giappone, Corea del Sud e Francia, ma non è stata ancora fissata una tempistica.
Fonte: ABP Live
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