
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha emesso un nuovo avviso di viaggio globale che segnala il Belgio come una delle destinazioni in cui i visitatori potrebbero incontrare gravi disagi nei trasporti e rischi di sicurezza aumentati. L’avviso, pubblicato il 30 novembre, evidenzia una serie di scioperi che hanno interessato l’aeroporto di Bruxelles, l’aeroporto di Charleroi e la rete ferroviaria nazionale nell’ultima settimana di novembre, causando centinaia di cancellazioni di voli, riduzione delle frequenze dei treni e manifestazioni di massa nelle strade.
Sebbene lo sciopero generale di tre giorni si sia formalmente concluso il 26 novembre, i sindacati hanno avvertito che ulteriori “azioni a scorrimento” potrebbero proseguire a dicembre se il governo De Wever procederà con le riforme delle pensioni e del mercato del lavoro. Il personale di terra e gli addetti ai controlli di sicurezza degli aeroporti sono ancora in trattativa salariale, spingendo la Brussels Airport Company a chiedere alle compagnie aeree di presentare programmi di volo ridotti fino a metà dicembre. Gli albergatori segnalano un calo di occupazione fino al 12% a causa del rinvio dei viaggi da parte dei clienti business in attesa di una stabilizzazione della situazione.
Per le multinazionali con sede in Belgio, l’avviso ha implicazioni pratiche. I cittadini statunitensi assegnati alle sedi UE di Bruxelles devono prevedere tempi di margine maggiori negli itinerari, portare con sé la prova di residenza durante il transito nelle linee di sciopero e monitorare sia i messaggi STEP dell’ambasciata sia il feed in tempo reale dell’aeroporto di Bruxelles per eventuali cambiamenti dell’ultimo minuto ai gate. I responsabili della mobilità globale sono invitati ad aggiornare i protocolli di duty of care, verificare le liste di contatto d’emergenza e ricordare ai dipendenti che la polizia locale può richiedere l’identificazione in qualsiasi momento durante le proteste.
Gli esperti di rischio viaggio sottolineano che questo avviso riflette una tendenza più ampia: le tensioni politiche e sindacali sono ora integrate nelle decisioni aziendali di ‘go/no-go’ insieme ai tradizionali parametri di sicurezza. Con l’avvio della stagione dei mercatini di Natale e un’affluenza turistica nel centro di Bruxelles prevista oltre i tre milioni di visitatori, le aziende devono prepararsi a misure di controllo della folla in luoghi chiave come la Grand-Place e la fiera Winter Wonders.
In sintesi: sebbene il Belgio resti una destinazione di livello 2 (“aumentare la cautela”) per i cittadini statunitensi, i team di mobilità globale devono prevedere azioni di sciopero sporadiche, tenere i viaggiatori lontani dai punti caldi delle proteste e assicurarsi che le carte d’identità belghe o i certificati Allegato 15 degli espatriati siano validi e a portata di mano.
Sebbene lo sciopero generale di tre giorni si sia formalmente concluso il 26 novembre, i sindacati hanno avvertito che ulteriori “azioni a scorrimento” potrebbero proseguire a dicembre se il governo De Wever procederà con le riforme delle pensioni e del mercato del lavoro. Il personale di terra e gli addetti ai controlli di sicurezza degli aeroporti sono ancora in trattativa salariale, spingendo la Brussels Airport Company a chiedere alle compagnie aeree di presentare programmi di volo ridotti fino a metà dicembre. Gli albergatori segnalano un calo di occupazione fino al 12% a causa del rinvio dei viaggi da parte dei clienti business in attesa di una stabilizzazione della situazione.
Per le multinazionali con sede in Belgio, l’avviso ha implicazioni pratiche. I cittadini statunitensi assegnati alle sedi UE di Bruxelles devono prevedere tempi di margine maggiori negli itinerari, portare con sé la prova di residenza durante il transito nelle linee di sciopero e monitorare sia i messaggi STEP dell’ambasciata sia il feed in tempo reale dell’aeroporto di Bruxelles per eventuali cambiamenti dell’ultimo minuto ai gate. I responsabili della mobilità globale sono invitati ad aggiornare i protocolli di duty of care, verificare le liste di contatto d’emergenza e ricordare ai dipendenti che la polizia locale può richiedere l’identificazione in qualsiasi momento durante le proteste.
Gli esperti di rischio viaggio sottolineano che questo avviso riflette una tendenza più ampia: le tensioni politiche e sindacali sono ora integrate nelle decisioni aziendali di ‘go/no-go’ insieme ai tradizionali parametri di sicurezza. Con l’avvio della stagione dei mercatini di Natale e un’affluenza turistica nel centro di Bruxelles prevista oltre i tre milioni di visitatori, le aziende devono prepararsi a misure di controllo della folla in luoghi chiave come la Grand-Place e la fiera Winter Wonders.
In sintesi: sebbene il Belgio resti una destinazione di livello 2 (“aumentare la cautela”) per i cittadini statunitensi, i team di mobilità globale devono prevedere azioni di sciopero sporadiche, tenere i viaggiatori lontani dai punti caldi delle proteste e assicurarsi che le carte d’identità belghe o i certificati Allegato 15 degli espatriati siano validi e a portata di mano.
Fonte: Travel and Tour World
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