
Il sindaco di Barcellona, Jaume Collboni, ha presentato il 30 novembre alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara un’iniziativa culturale e di mobilità di punta: la residenza “Narrar Barcelona”, un soggiorno di tre mesi completamente finanziato con 80.000 euro destinato a uno scrittore latino-americano o caraibico per vivere e scrivere nella seconda città più grande della Spagna.
Il programma, realizzato in collaborazione con Casa Amèrica Catalunya e il Consorzio delle Biblioteche di Barcellona, offrirà alloggio, un assegno mensile e incontri selezionati con editori locali, traduttori e agenti letterari. Il bando inaugurale si aprirà a febbraio 2026, con la residenza prevista da settembre a dicembre.
Per il Comune, il progetto va oltre la semplice diplomazia culturale. Le autorità lo considerano uno strumento di soft power che potrà alimentare la strategia spagnola più ampia di attrazione dei talenti: gli scrittori residenti che decidessero di prolungare il soggiorno potranno accedere al permesso per Professionisti Altamente Qualificati recentemente semplificato o al visto per Contributo Culturale.
L’iniziativa si ispira a programmi simili a Lisbona e Bogotá, ma è il primo progetto municipale spagnolo finanziato su questa scala. L’ufficio per gli investimenti esteri di Barcellona punta a sfruttare la risonanza mediatica per rafforzare l’attrattiva della città verso start-up latino-americane che apprezzano un ecosistema di lingua spagnola e percorsi di immigrazione relativamente semplici rispetto ad altri hub europei.
I dipartimenti HR che trasferiscono personale creativo dovrebbero monitorare le implicazioni fiscali: sebbene il soggiorno di tre mesi sia inferiore alla soglia di 183 giorni per la residenza fiscale in Spagna, visite promozionali aggiuntive potrebbero far superare questo limite; inoltre, potrebbe applicarsi il regime fiscale agevolato della “Beckham Law” se gli autori stipulassero successivamente contratti più lunghi.
Il programma, realizzato in collaborazione con Casa Amèrica Catalunya e il Consorzio delle Biblioteche di Barcellona, offrirà alloggio, un assegno mensile e incontri selezionati con editori locali, traduttori e agenti letterari. Il bando inaugurale si aprirà a febbraio 2026, con la residenza prevista da settembre a dicembre.
Per il Comune, il progetto va oltre la semplice diplomazia culturale. Le autorità lo considerano uno strumento di soft power che potrà alimentare la strategia spagnola più ampia di attrazione dei talenti: gli scrittori residenti che decidessero di prolungare il soggiorno potranno accedere al permesso per Professionisti Altamente Qualificati recentemente semplificato o al visto per Contributo Culturale.
L’iniziativa si ispira a programmi simili a Lisbona e Bogotá, ma è il primo progetto municipale spagnolo finanziato su questa scala. L’ufficio per gli investimenti esteri di Barcellona punta a sfruttare la risonanza mediatica per rafforzare l’attrattiva della città verso start-up latino-americane che apprezzano un ecosistema di lingua spagnola e percorsi di immigrazione relativamente semplici rispetto ad altri hub europei.
I dipartimenti HR che trasferiscono personale creativo dovrebbero monitorare le implicazioni fiscali: sebbene il soggiorno di tre mesi sia inferiore alla soglia di 183 giorni per la residenza fiscale in Spagna, visite promozionali aggiuntive potrebbero far superare questo limite; inoltre, potrebbe applicarsi il regime fiscale agevolato della “Beckham Law” se gli autori stipulassero successivamente contratti più lunghi.
Fonte: Europa Press
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