
Il 4 dicembre la Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo, riunita a Bruxelles, ha approvato emendamenti che inseriscono una lista UE dei paesi di origine sicuri (POS) nel Regolamento sulle Procedure di Asilo 2024. Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia figurerebbero nella lista iniziale, mentre i paesi candidati all’adesione all’UE sarebbero considerati sicuri a meno che violenze o sanzioni non sollevino dubbi.
Per il Belgio — che registra uno dei più alti tassi di richieste d’asilo pro capite nell’UE — la lista comune potrebbe velocizzare le pratiche a basso rischio, liberando risorse per casi di protezione più complessi. Attualmente l’Ufficio Immigrazione belga deve effettuare una valutazione completa per richiedenti provenienti, ad esempio, da India o Tunisia; con le nuove regole, queste domande potrebbero essere esaminate rapidamente e decise entro tre mesi, a meno che il richiedente non dimostri un rischio individuale.
Il testo consente agli Stati membri di aggiungere POS nazionali, ma impedisce di mantenere un paese nella lista se la Commissione ne sospende lo status — un punto cruciale per la futura coalizione belga, che punta a standard più rigorosi ma armonizzati per evitare il “turismo dell’asilo”. La commissione ha inoltre richiesto un monitoraggio in tempo reale: la Commissione dovrà sospendere lo status di paese sicuro se il tasso di riconoscimento dell’asilo supera il 20% o emergono gravi violazioni dei diritti.
Il Parlamento voterà in plenaria entro fine mese. Se le trattative con il Consiglio si concluderanno rapidamente, il Belgio potrebbe iniziare ad applicare le procedure accelerate ben prima della scadenza di giugno 2026, quando entrerà in vigore il più ampio Patto sull’Asilo.
Per il Belgio — che registra uno dei più alti tassi di richieste d’asilo pro capite nell’UE — la lista comune potrebbe velocizzare le pratiche a basso rischio, liberando risorse per casi di protezione più complessi. Attualmente l’Ufficio Immigrazione belga deve effettuare una valutazione completa per richiedenti provenienti, ad esempio, da India o Tunisia; con le nuove regole, queste domande potrebbero essere esaminate rapidamente e decise entro tre mesi, a meno che il richiedente non dimostri un rischio individuale.
Il testo consente agli Stati membri di aggiungere POS nazionali, ma impedisce di mantenere un paese nella lista se la Commissione ne sospende lo status — un punto cruciale per la futura coalizione belga, che punta a standard più rigorosi ma armonizzati per evitare il “turismo dell’asilo”. La commissione ha inoltre richiesto un monitoraggio in tempo reale: la Commissione dovrà sospendere lo status di paese sicuro se il tasso di riconoscimento dell’asilo supera il 20% o emergono gravi violazioni dei diritti.
Il Parlamento voterà in plenaria entro fine mese. Se le trattative con il Consiglio si concluderanno rapidamente, il Belgio potrebbe iniziare ad applicare le procedure accelerate ben prima della scadenza di giugno 2026, quando entrerà in vigore il più ampio Patto sull’Asilo.
Fonte: The European Sting
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