
A tarda serata di domenica 7 dicembre, il Ministero degli Affari Esteri di Cipro ha attivato il suo Centro Nazionale di Gestione delle Crisi dopo che Israele ha chiuso l’aeroporto Ben Gurion e dichiarato lo stato di emergenza in risposta a uno scambio di attacchi con l’Iran. Il ministero ha invitato i cittadini ciprioti già presenti in Israele a «evitare viaggi non necessari, seguire le indicazioni delle autorità locali e adottare massime precauzioni di sicurezza».
Sono stati resi noti i numeri telefonici consolari dell’ambasciata di Cipro a Tel Aviv, e si è incoraggiata la registrazione sulla piattaforma Connect2CY affinché le autorità possano monitorare la posizione dei connazionali. L’avviso ha inoltre segnalato possibili disagi nel traffico aereo nella regione, suggerendo ai viaggiatori di valutare rotte alternative via Atene o Larnaca.
Nonostante Cipro disti meno di 40 minuti di volo da Tel Aviv, il ministero ha sottolineato che l’isola non corre attualmente minacce dirette. Tuttavia, il governo ha convocato il Consiglio di Sicurezza Nazionale per valutare possibili ripercussioni sulle rotte marittime e sulle infrastrutture energetiche.
Per le aziende con personale in Israele, l’avviso attiva obblighi di duty of care: i team HR e sicurezza devono verificare la posizione dei dipendenti, aggiornare le liste di contatto d’emergenza e rivedere le opzioni di evacuazione, come traghetti charter da Haifa a Limassol. Le compagnie assicurative hanno ricordato ai clienti che potrebbero applicarsi esclusioni per rischi di guerra in caso di escalation del conflitto.
L’episodio evidenzia come i focolai geopolitici possano rapidamente influenzare la pianificazione della mobilità aziendale, soprattutto per le multinazionali che utilizzano Cipro come quartier generale regionale o hub logistico.
Sono stati resi noti i numeri telefonici consolari dell’ambasciata di Cipro a Tel Aviv, e si è incoraggiata la registrazione sulla piattaforma Connect2CY affinché le autorità possano monitorare la posizione dei connazionali. L’avviso ha inoltre segnalato possibili disagi nel traffico aereo nella regione, suggerendo ai viaggiatori di valutare rotte alternative via Atene o Larnaca.
Nonostante Cipro disti meno di 40 minuti di volo da Tel Aviv, il ministero ha sottolineato che l’isola non corre attualmente minacce dirette. Tuttavia, il governo ha convocato il Consiglio di Sicurezza Nazionale per valutare possibili ripercussioni sulle rotte marittime e sulle infrastrutture energetiche.
Per le aziende con personale in Israele, l’avviso attiva obblighi di duty of care: i team HR e sicurezza devono verificare la posizione dei dipendenti, aggiornare le liste di contatto d’emergenza e rivedere le opzioni di evacuazione, come traghetti charter da Haifa a Limassol. Le compagnie assicurative hanno ricordato ai clienti che potrebbero applicarsi esclusioni per rischi di guerra in caso di escalation del conflitto.
L’episodio evidenzia come i focolai geopolitici possano rapidamente influenzare la pianificazione della mobilità aziendale, soprattutto per le multinazionali che utilizzano Cipro come quartier generale regionale o hub logistico.
Fonte: In-Cyprus
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