
Il settore turistico di Cipro si è trovato improvvisamente sotto pressione lunedì 8 dicembre, dopo che la chiusura dello spazio aereo regionale ha costretto circa 30 voli diretti in Israele ad atterrare a Larnaca e Pafos invece che a Tel Aviv. L’operatore aeroportuale Hermes ha confermato che solo 16 di questi dirottamenti hanno portato circa 2.400 viaggiatori bisognosi di alloggio per la notte, spingendo il Vice Ministero del Turismo ad attivare d’urgenza il programma di emergenza “Estia” per l’ospitalità.
Nel giro di poche ore, l’Associazione Albergatori di Larnaca ha segnalato un tasso di occupazione vicino al 90%, mentre i visitatori israeliani, i cui voli originali erano stati cancellati, hanno deciso di prolungare il soggiorno. Gli albergatori sono stati invitati a comunicare in tempo reale la disponibilità delle camere, mentre le compagnie di autobus hanno organizzato servizi navetta dagli aeroporti verso le località costiere. Gli addetti ai lavori stimano che questo picco improvviso genererà circa 600.000 euro di ricavi extra non previsti, ma avvertono che un’ulteriore escalation in Medio Oriente potrebbe causare massicce cancellazioni nel corso della stagione invernale.
L’episodio mette in luce il ruolo sempre più strategico di Cipro come hub regionale per i dirottamenti aerei. Entrambi gli aeroporti internazionali dell’isola sono in standby 24 ore su 24 per atterraggi non programmati, grazie alle loro piste lunghe, alle piazzole per aerei wide-body e alla vicinanza a paesi con situazioni di conflitto. Anche le compagnie di crociera e i servizi di evacuazione medica hanno accordi di emergenza con le autorità cipriote.
Per i responsabili della mobilità aziendale, le indicazioni sono doppie. In primo luogo, i viaggiatori con voli prenotati via Tel Aviv dovrebbero optare per biglietti flessibili che consentano il reindirizzamento tramite Cipro o Atene con breve preavviso. In secondo luogo, le aziende con personale già sull’isola potrebbero assistere a un aumento dei prezzi alberghieri a causa della riduzione delle disponibilità; le tariffe aziendali pre-negoziate potrebbero essere sospese durante i periodi di emergenza. Si consiglia inoltre ai dipendenti di portare con sé una scorta di farmaci essenziali per alcuni giorni e di monitorare gli avvisi di viaggio del Ministero degli Esteri.
Le autorità governative hanno sottolineato che la situazione resta in evoluzione. “Le prossime 24 ore ci diranno se stiamo affrontando un picco isolato o una crisi prolungata,” ha dichiarato Marios Polyviou, presidente degli albergatori di Larnaca, invitando alla calma ma avvertendo che l’incertezza è ormai la nuova normalità per l’aviazione nel Mediterraneo orientale.
Nel giro di poche ore, l’Associazione Albergatori di Larnaca ha segnalato un tasso di occupazione vicino al 90%, mentre i visitatori israeliani, i cui voli originali erano stati cancellati, hanno deciso di prolungare il soggiorno. Gli albergatori sono stati invitati a comunicare in tempo reale la disponibilità delle camere, mentre le compagnie di autobus hanno organizzato servizi navetta dagli aeroporti verso le località costiere. Gli addetti ai lavori stimano che questo picco improvviso genererà circa 600.000 euro di ricavi extra non previsti, ma avvertono che un’ulteriore escalation in Medio Oriente potrebbe causare massicce cancellazioni nel corso della stagione invernale.
L’episodio mette in luce il ruolo sempre più strategico di Cipro come hub regionale per i dirottamenti aerei. Entrambi gli aeroporti internazionali dell’isola sono in standby 24 ore su 24 per atterraggi non programmati, grazie alle loro piste lunghe, alle piazzole per aerei wide-body e alla vicinanza a paesi con situazioni di conflitto. Anche le compagnie di crociera e i servizi di evacuazione medica hanno accordi di emergenza con le autorità cipriote.
Per i responsabili della mobilità aziendale, le indicazioni sono doppie. In primo luogo, i viaggiatori con voli prenotati via Tel Aviv dovrebbero optare per biglietti flessibili che consentano il reindirizzamento tramite Cipro o Atene con breve preavviso. In secondo luogo, le aziende con personale già sull’isola potrebbero assistere a un aumento dei prezzi alberghieri a causa della riduzione delle disponibilità; le tariffe aziendali pre-negoziate potrebbero essere sospese durante i periodi di emergenza. Si consiglia inoltre ai dipendenti di portare con sé una scorta di farmaci essenziali per alcuni giorni e di monitorare gli avvisi di viaggio del Ministero degli Esteri.
Le autorità governative hanno sottolineato che la situazione resta in evoluzione. “Le prossime 24 ore ci diranno se stiamo affrontando un picco isolato o una crisi prolungata,” ha dichiarato Marios Polyviou, presidente degli albergatori di Larnaca, invitando alla calma ma avvertendo che l’incertezza è ormai la nuova normalità per l’aviazione nel Mediterraneo orientale.
Fonte: In-Cyprus
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