
Nuova Delhi ha formalmente richiesto a Pechino garanzie scritte che i cittadini indiani in transito negli aeroporti cinesi non vengano "selettivamente presi di mira, trattenuti arbitrariamente o molestati". La richiesta arriva dopo il fermo di 18 ore, avvenuto il 21 novembre, di Prema Wangjom Thongdok, titolare di passaporto indiano nata in Arunachal Pradesh, all’aeroporto di Shanghai Pudong. Le autorità cinesi avrebbero dichiarato il suo passaporto “non valido”, richiamando la rivendicazione di Pechino sullo stato di confine.
Il Ministero degli Affari Esteri indiano ha avvertito che l’episodio mina la fragile distensione nei rapporti bilaterali dopo lo scontro di Galwan del 2020 e potrebbe compromettere la ripresa degli scambi studenteschi, del turismo e del pellegrinaggio al Kailash-Mansarovar. L’India ha chiesto che vengano fornite garanzie simili prima dell’espansione dei voli diretti Air India e China Eastern prevista per la prossima estate.
Per i viaggiatori, l’impatto pratico è duplice: (1) è probabile un controllo secondario per chi è nato in Arunachal Pradesh, Jammu e Kashmir o Ladakh; (2) è consigliato portare documentazione aggiuntiva ed evitare scali stretti in Cina finché i protocolli non saranno chiariti. Le aziende che inviano personale via Shanghai o Guangzhou potrebbero valutare di riprenotare tramite Singapore, Doha o Dubai per evitare disagi.
Sul piano diplomatico, l’episodio evidenzia come le controversie di confine irrisolte possano influire sull’aviazione civile e sulla mobilità, nonostante le trattative in corso tra le due parti per nuove quote di visti business nel 2026.
Il Ministero degli Affari Esteri indiano ha avvertito che l’episodio mina la fragile distensione nei rapporti bilaterali dopo lo scontro di Galwan del 2020 e potrebbe compromettere la ripresa degli scambi studenteschi, del turismo e del pellegrinaggio al Kailash-Mansarovar. L’India ha chiesto che vengano fornite garanzie simili prima dell’espansione dei voli diretti Air India e China Eastern prevista per la prossima estate.
Per i viaggiatori, l’impatto pratico è duplice: (1) è probabile un controllo secondario per chi è nato in Arunachal Pradesh, Jammu e Kashmir o Ladakh; (2) è consigliato portare documentazione aggiuntiva ed evitare scali stretti in Cina finché i protocolli non saranno chiariti. Le aziende che inviano personale via Shanghai o Guangzhou potrebbero valutare di riprenotare tramite Singapore, Doha o Dubai per evitare disagi.
Sul piano diplomatico, l’episodio evidenzia come le controversie di confine irrisolte possano influire sull’aviazione civile e sulla mobilità, nonostante le trattative in corso tra le due parti per nuove quote di visti business nel 2026.
Fonte: Reuters
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