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La proposta degli Stati Uniti potrebbe obbligare i viaggiatori irlandesi con ESTA a consegnare cinque anni di cronologia sui social media

dic 12, 2025
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La proposta degli Stati Uniti potrebbe obbligare i viaggiatori irlandesi con ESTA a consegnare cinque anni di cronologia sui social media
I cittadini irlandesi che pianificano viaggi brevi negli Stati Uniti potrebbero presto affrontare il controllo pre-partenza più invasivo dalla creazione del Visa Waiver Program (VWP) nel 1986. Una bozza di regolamento pubblicata dall’U.S. Customs and Border Protection (CBP) l’11 dicembre renderebbe obbligatorio per i richiedenti l’Electronic System for Travel Authorization (ESTA) fornire tutti gli account social utilizzati negli ultimi cinque anni, oltre a dati biografici, di contatto e biometrici ampliati. La norma – aperta a commenti pubblici per 60 giorni – segue un ordine esecutivo di gennaio 2025 volto a rafforzare i controlli di sicurezza nazionale e si applicherebbe a tutti i 40 paesi del VWP, inclusa l’Irlanda.

Secondo la proposta, i viaggiatori irlandesi dovranno anche fornire numeri di telefono usati negli ultimi cinque anni, indirizzi email degli ultimi dieci anni, indirizzi IP collegati ad attività online recenti e informazioni dettagliate su genitori, coniugi, fratelli e figli. Il CBP sta valutando di eliminare completamente il sito ESTA, convogliando i circa 14 milioni di richiedenti annuali attraverso un’app mobile che raccoglierebbe immagini facciali, impronte digitali, DNA e dati di scansione dell’iride. Le tariffe sono già raddoppiate quest’anno, passando da 21 a 40 dollari, aggiungendo un ulteriore ostacolo economico a un onere di privacy già significativo.

La proposta degli Stati Uniti potrebbe obbligare i viaggiatori irlandesi con ESTA a consegnare cinque anni di cronologia sui social media


Per le aziende irlandesi, la novità complicherebbe i viaggi d’affari negli USA. Le imprese dovranno aggiornare le politiche di viaggio dei dipendenti, formarli sui nuovi obblighi di disclosure e prevedere tempi più lunghi per l’autorizzazione. I responsabili della protezione dati dovranno inoltre valutare se la richiesta delle credenziali social violi il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’UE, soprattutto se il CBP conserverà i dati per lunghi periodi. Alcune multinazionali stanno già considerando di passare dal sistema di esenzione dal visto al più prevedibile – ma più lento e costoso – processo per il visto B-1/B-2 per i viaggiatori sensibili.

Gli esperti per la privacy su entrambi i lati dell’Atlantico sostengono che l’obbligo di rivelare i social media limiti la libertà di espressione e possa favorire il profiling algoritmico. Football Supporters Europe, i cui membri irlandesi sperano di partecipare ai Mondiali 2026 in Nord America, ha definito la misura “profondamente inaccettabile” e ha esortato Washington a ritirarla. Sono attese sfide legali una volta pubblicata la versione definitiva della norma, ma gli esperti avvertono che i ricorsi non bloccheranno automaticamente l’entrata in vigore.

Praticamente, i viaggiatori irlandesi dovrebbero iniziare a verificare la propria impronta digitale con largo anticipo, assicurandosi che gli alias online corrispondano ai dati del passaporto, e prepararsi a rispondere a domande supplementari durante i controlli pre-partenza a Dublino e Shannon. I datori di lavoro dovrebbero monitorare il processo di consultazione pubblica, valutare di inviare osservazioni tramite associazioni di categoria e preparare piani di emergenza – inclusi destinazioni alternative o riunioni da remoto – qualora le autorizzazioni diventassero imprevedibili nel 2026.
Fonte: Cayman Compass

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