
In una votazione notturna l’11 dicembre, l’Assemblea Nazionale francese ha approvato un disegno di legge promosso dai Socialisti che rivoluzionerà il rinnovo delle carte di soggiorno per oltre 2 milioni di residenti stranieri. Attualmente, i richiedenti devono recarsi di persona in prefettura mesi prima della scadenza, presentare nuovi documenti e dati biometrici, e spesso attendere settimane per una risposta: un iter amministrativo che pesa su datori di lavoro in termini di tempo e costi, congestionando gli sportelli prefettizi.
Il nuovo testo introduce un regime di “rinnovo tacito”. I titolari di permessi pluriennali (due o quattro anni) e di carte di soggiorno decennali potranno semplicemente inviare una dichiarazione online tramite il portale ANEF. Se la prefettura non solleva obiezioni entro due mesi, la carta verrà rinnovata automaticamente. Solo gravi reati di ordine pubblico o la perdita dei requisiti (perdita del lavoro, assenze prolungate) potranno determinare un rifiuto. Il disegno di legge prevede inoltre la riduzione delle tariffe di rinnovo da 225 a 100 euro e un limite massimo di 60 giorni per l’elaborazione delle pratiche.
I sostenitori, guidati dalla deputata Fatiha Keloua Hachi, sostengono che la semplificazione libererà risorse per i nuovi richiedenti e ridurrà gli arretrati che lasciano lavoratori stranieri e famiglie in una situazione di incertezza legale. I datori di lavoro hanno accolto con favore la votazione, sottolineando che rinnovi più prevedibili faciliteranno la pianificazione delle assegnazioni e ridurranno i costi di conformità. Il Ministero dell’Interno, invece, si è opposto, avvertendo che la misura potrebbe indebolire la capacità della Francia di espellere stranieri irregolari e eliminare un importante momento di verifica e integrazione in presenza.
Il disegno di legge passerà ora al Senato, dove la maggioranza di destra ha già presentato emendamenti per ripristinare le verifiche in presenza. Se la camera alta respingerà il testo, una commissione paritetica cercherà un compromesso all’inizio del 2026. I team HR multinazionali dovranno quindi monitorare il calendario parlamentare e prepararsi a possibili pratiche prefettizie divergenti durante l’anno di transizione.
Praticamente, i responsabili della mobilità dovrebbero verificare i dipendenti con carte in scadenza dopo metà 2026, prevedere nel budget le tariffe ridotte e iniziare a trasferire la documentazione di rinnovo sulla piattaforma ANEF. I fornitori di servizi per l’immigrazione prevedono che il modello di “rinnovo tacito” – simile al visto elettronico digitale britannico – sarà infine integrato da un’app per smartphone sullo stato di residenza, già in fase di beta testing da parte del Ministero dell’Interno.
Il nuovo testo introduce un regime di “rinnovo tacito”. I titolari di permessi pluriennali (due o quattro anni) e di carte di soggiorno decennali potranno semplicemente inviare una dichiarazione online tramite il portale ANEF. Se la prefettura non solleva obiezioni entro due mesi, la carta verrà rinnovata automaticamente. Solo gravi reati di ordine pubblico o la perdita dei requisiti (perdita del lavoro, assenze prolungate) potranno determinare un rifiuto. Il disegno di legge prevede inoltre la riduzione delle tariffe di rinnovo da 225 a 100 euro e un limite massimo di 60 giorni per l’elaborazione delle pratiche.
I sostenitori, guidati dalla deputata Fatiha Keloua Hachi, sostengono che la semplificazione libererà risorse per i nuovi richiedenti e ridurrà gli arretrati che lasciano lavoratori stranieri e famiglie in una situazione di incertezza legale. I datori di lavoro hanno accolto con favore la votazione, sottolineando che rinnovi più prevedibili faciliteranno la pianificazione delle assegnazioni e ridurranno i costi di conformità. Il Ministero dell’Interno, invece, si è opposto, avvertendo che la misura potrebbe indebolire la capacità della Francia di espellere stranieri irregolari e eliminare un importante momento di verifica e integrazione in presenza.
Il disegno di legge passerà ora al Senato, dove la maggioranza di destra ha già presentato emendamenti per ripristinare le verifiche in presenza. Se la camera alta respingerà il testo, una commissione paritetica cercherà un compromesso all’inizio del 2026. I team HR multinazionali dovranno quindi monitorare il calendario parlamentare e prepararsi a possibili pratiche prefettizie divergenti durante l’anno di transizione.
Praticamente, i responsabili della mobilità dovrebbero verificare i dipendenti con carte in scadenza dopo metà 2026, prevedere nel budget le tariffe ridotte e iniziare a trasferire la documentazione di rinnovo sulla piattaforma ANEF. I fornitori di servizi per l’immigrazione prevedono che il modello di “rinnovo tacito” – simile al visto elettronico digitale britannico – sarà infine integrato da un’app per smartphone sullo stato di residenza, già in fase di beta testing da parte del Ministero dell’Interno.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Francia.Di più da Francia
Visualizza tutto
India e Francia Rinnovano il Trattato Fiscale, Agevolando la Ritenuta sui Dividendi per gli Investitori Francesi
La Cour française de l’asile accorde le statut de réfugié à un Palestinien de Cisjordanie, invoquant la « violence généralisée »