
La Cina ha lanciato un pacchetto a doppio binario pensato per rendere il territorio continentale più accessibile e conveniente per i visitatori stranieri. Secondo una circolare dell’11 dicembre confermata il 12 dicembre dall’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione (NIA), Pechino ha confermato il regime unilaterale di esenzione dal visto per 30 giorni per 45 paesi, valido almeno fino al 31 dicembre 2026, e ha ampliato il programma di transito senza visto di 240 ore (10 giorni) a 65 punti di ingresso, includendo snodi molto frequentati come il terminal traghetti di Guangzhou Pazhou, il porto di Zhongshan e il Ponte Hong Kong-Zhuhai-Macao. I viaggiatori idonei possono ora muoversi liberamente in 24 regioni a livello provinciale senza visto, purché siano in possesso di biglietti di proseguimento confermati.
L’agevolazione sulla mobilità è accompagnata da un incentivo fiscale rivolto in particolare ai turisti e ai viaggiatori d’affari con spese elevate. Con effetto immediato, la soglia minima per richiedere il rimborso dell’IVA all’uscita è stata ridotta da 500 RMB a 200 RMB (circa 28 dollari USA), mentre il tetto massimo per il rimborso in contanti ai banchi aeroportuali è raddoppiato a 20.000 RMB (circa 2.770 dollari USA). Shanghai – che conta già 1.700 negozi aderenti – ha gestito quasi 100.000 richieste di rimborso da 179 nazionalità nei primi nove mesi del 2025, con un aumento del 230% rispetto all’anno precedente.
Per le aziende multinazionali, le riforme eliminano ostacoli su due fronti. I dipendenti in missione breve, revisori e tecnici possono transitare attraverso gli hub continentali senza violare le norme sui visti, mentre i team finanziari possono includere anche ricevute di importo inferiore per il recupero dell’IVA. Gli organizzatori di eventi che puntano alla Cina per conferenze fino ai Giochi Asiatici Invernali del 2026 a Harbin ottengono maggiore certezza, grazie alla garanzia di un periodo di esenzione dal visto prolungato di un anno. I responsabili dei viaggi devono però assicurarsi che il personale compili la Carta di Arrivo online, un requisito che la NIA ora consente di completare via web, WeChat, Alipay o tramite l’app “NIA 12367”.
Gli analisti interpretano questa mossa come parte della strategia più ampia di Pechino per ridurre del 35% il divario tra gli arrivi stranieri del 2025 e i livelli pre-pandemia del 2019. Abbinando facilitazioni alle frontiere e risparmi immediati, le autorità puntano a trasformare la reputazione della Cina da “aperta ma complicata” a “aperta e vantaggiosa”. Compagnie aeree e operatori duty-free hanno già reagito: China Eastern ha annunciato l’estensione del programma di hotel con sosta gratuita ai nuovi porti di transito di 240 ore, mentre China Duty Free Group prevede di installare chioschi elettronici per il rimborso IVA in cinque aeroporti aggiuntivi entro marzo 2026.
Consigli pratici: i sistemi di gestione dei viaggi aziendali devono essere aggiornati per segnalare i 65 porti di transito autorizzati; i dipendenti devono portare con sé la prova stampata o digitale del viaggio di proseguimento; le ricevute IVA devono essere timbrate dai commercianti autorizzati e presentate entro 90 giorni. Il mancato rispetto di queste condizioni potrebbe comportare la perdita del rimborso, nonostante la soglia ridotta.
L’agevolazione sulla mobilità è accompagnata da un incentivo fiscale rivolto in particolare ai turisti e ai viaggiatori d’affari con spese elevate. Con effetto immediato, la soglia minima per richiedere il rimborso dell’IVA all’uscita è stata ridotta da 500 RMB a 200 RMB (circa 28 dollari USA), mentre il tetto massimo per il rimborso in contanti ai banchi aeroportuali è raddoppiato a 20.000 RMB (circa 2.770 dollari USA). Shanghai – che conta già 1.700 negozi aderenti – ha gestito quasi 100.000 richieste di rimborso da 179 nazionalità nei primi nove mesi del 2025, con un aumento del 230% rispetto all’anno precedente.
Per le aziende multinazionali, le riforme eliminano ostacoli su due fronti. I dipendenti in missione breve, revisori e tecnici possono transitare attraverso gli hub continentali senza violare le norme sui visti, mentre i team finanziari possono includere anche ricevute di importo inferiore per il recupero dell’IVA. Gli organizzatori di eventi che puntano alla Cina per conferenze fino ai Giochi Asiatici Invernali del 2026 a Harbin ottengono maggiore certezza, grazie alla garanzia di un periodo di esenzione dal visto prolungato di un anno. I responsabili dei viaggi devono però assicurarsi che il personale compili la Carta di Arrivo online, un requisito che la NIA ora consente di completare via web, WeChat, Alipay o tramite l’app “NIA 12367”.
Gli analisti interpretano questa mossa come parte della strategia più ampia di Pechino per ridurre del 35% il divario tra gli arrivi stranieri del 2025 e i livelli pre-pandemia del 2019. Abbinando facilitazioni alle frontiere e risparmi immediati, le autorità puntano a trasformare la reputazione della Cina da “aperta ma complicata” a “aperta e vantaggiosa”. Compagnie aeree e operatori duty-free hanno già reagito: China Eastern ha annunciato l’estensione del programma di hotel con sosta gratuita ai nuovi porti di transito di 240 ore, mentre China Duty Free Group prevede di installare chioschi elettronici per il rimborso IVA in cinque aeroporti aggiuntivi entro marzo 2026.
Consigli pratici: i sistemi di gestione dei viaggi aziendali devono essere aggiornati per segnalare i 65 porti di transito autorizzati; i dipendenti devono portare con sé la prova stampata o digitale del viaggio di proseguimento; le ricevute IVA devono essere timbrate dai commercianti autorizzati e presentate entro 90 giorni. Il mancato rispetto di queste condizioni potrebbe comportare la perdita del rimborso, nonostante la soglia ridotta.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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