
I dipartimenti di livello ministeriale della Cina hanno lanciato un nuovo pacchetto di incentivi per i viaggiatori in entrata, con l’obiettivo di trasformare i visitatori occasionali in clienti abituali. Il fulcro dell’iniziativa è l’ampliamento della rete di ingressi senza visto per 30 giorni, che ora copre 45 paesi, tra cui Francia, Germania, Australia e Brasile. I viaggiatori idonei possono entrare in Cina per affari, turismo, visite familiari o transito senza dover richiedere un visto in anticipo, a condizione che il soggiorno non superi un mese. L’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione ha ordinato a tutti i punti di ingresso di emettere i moduli di sbarco standardizzati in meno di due minuti, per offrire ai visitatori al primo ingresso un’esperienza “senza attriti”.
A supporto di un ingresso più semplice, è stata introdotta una riforma significativa del regime di rimborso della tassa di uscita. Da subito, la soglia minima di acquisto per richiedere il rimborso dell’IVA è stata abbassata a 200 RMB per scontrino (circa 27 dollari USA), rispetto ai precedenti 500 RMB, mentre il tetto massimo per il rimborso in contanti è stato innalzato a 20.000 RMB. Solo a Shanghai, oltre 1.700 punti vendita sono autorizzati a processare rimborsi immediati, e chioschi elettronici per il rimborso sono stati installati in tutte le uscite della città, inclusa la stazione ferroviaria di Hongqiao. A livello nazionale, tra gennaio e settembre, le richieste di rimborso sono aumentate del 229,8% su base annua, secondo i dati del Ministero del Commercio.
Le autorità ritengono che queste due politiche creino un circolo virtuoso: l’ingresso senza visto aumenta il flusso di visitatori, mentre i rimborsi IVA più rapidi incentivano spese maggiori e visite ripetute. La piattaforma di viaggi Qunar segnala che le ricerche per “viaggio in Cina senza visto” sono cresciute del 62% nelle 48 ore successive all’annuncio delle misure. I gruppi del lusso LVMH e Richemont hanno già prolungato gli orari di apertura dei negozi a Pechino, Shanghai e Shenzhen, in previsione di un aumento degli acquisti durante le festività. L’operatore duty-free China Tourism Group riferisce che i ricavi nel suo negozio di punta nel centro di Shanghai sono superiori del 38% rispetto allo stesso periodo del 2019, a conferma della ripresa degli acquisti discrezionali.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: le visite a breve termine di dirigenti e ingegneri di progetto sono ora più facili da organizzare, e le politiche di rimborso spese dovrebbero essere aggiornate per riflettere la minore burocrazia. Le aziende con programmi per viaggiatori frequenti potrebbero anche voler informare il personale sulle nuove regole di rimborso fiscale in loco, così da poter recuperare l’IVA su laptop, apparecchiature telecom e campionari acquistati durante i viaggi. Tuttavia, i team HR devono ricordare ai dipendenti che la deroga unilaterale non copre il lavoro retribuito o le missioni a lungo termine; per soggiorni superiori a 30 giorni è ancora necessaria un’autorizzazione lavorativa adeguata.
A supporto di un ingresso più semplice, è stata introdotta una riforma significativa del regime di rimborso della tassa di uscita. Da subito, la soglia minima di acquisto per richiedere il rimborso dell’IVA è stata abbassata a 200 RMB per scontrino (circa 27 dollari USA), rispetto ai precedenti 500 RMB, mentre il tetto massimo per il rimborso in contanti è stato innalzato a 20.000 RMB. Solo a Shanghai, oltre 1.700 punti vendita sono autorizzati a processare rimborsi immediati, e chioschi elettronici per il rimborso sono stati installati in tutte le uscite della città, inclusa la stazione ferroviaria di Hongqiao. A livello nazionale, tra gennaio e settembre, le richieste di rimborso sono aumentate del 229,8% su base annua, secondo i dati del Ministero del Commercio.
Le autorità ritengono che queste due politiche creino un circolo virtuoso: l’ingresso senza visto aumenta il flusso di visitatori, mentre i rimborsi IVA più rapidi incentivano spese maggiori e visite ripetute. La piattaforma di viaggi Qunar segnala che le ricerche per “viaggio in Cina senza visto” sono cresciute del 62% nelle 48 ore successive all’annuncio delle misure. I gruppi del lusso LVMH e Richemont hanno già prolungato gli orari di apertura dei negozi a Pechino, Shanghai e Shenzhen, in previsione di un aumento degli acquisti durante le festività. L’operatore duty-free China Tourism Group riferisce che i ricavi nel suo negozio di punta nel centro di Shanghai sono superiori del 38% rispetto allo stesso periodo del 2019, a conferma della ripresa degli acquisti discrezionali.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: le visite a breve termine di dirigenti e ingegneri di progetto sono ora più facili da organizzare, e le politiche di rimborso spese dovrebbero essere aggiornate per riflettere la minore burocrazia. Le aziende con programmi per viaggiatori frequenti potrebbero anche voler informare il personale sulle nuove regole di rimborso fiscale in loco, così da poter recuperare l’IVA su laptop, apparecchiature telecom e campionari acquistati durante i viaggi. Tuttavia, i team HR devono ricordare ai dipendenti che la deroga unilaterale non copre il lavoro retribuito o le missioni a lungo termine; per soggiorni superiori a 30 giorni è ancora necessaria un’autorizzazione lavorativa adeguata.
Fonte: People’s Daily Online