
Il Dipartimento degli Affari Interni australiano ha silenziosamente riscritto le regole per l’elaborazione dei visti studenteschi offshore (sottoclasse 500). Il 14 dicembre il dipartimento ha pubblicato una guida attivando la Direttiva Ministeriale 115, confermando il cambiamento il 15 dicembre durante briefing con gli stakeholder. Il nuovo sistema sostituisce il precedente modello a due corsie, “veloce” e “lento”, con una coda a tre livelli che assegna la massima priorità (P1) agli studenti delle scuole, dei corsi di inglese (ELICOS) e di ricerca post-laurea, oltre a quelli diretti verso università che hanno utilizzato meno dell’80% della loro quota di Nuovi Studenti Stranieri 2025 (NOSC).
La Priorità 2 riguarda le università che hanno utilizzato tra l’80% e il 115% della quota, mentre la Priorità 3 riguarda le domande legate a istituti che superano il limite del 115%.
Questa modifica mira a distribuire in modo più equilibrato il numero di studenti internazionali nel settore universitario e a ridurre la pressione sul mercato degli affitti nelle principali città australiane. Il Dipartimento promette tempi di elaborazione da una a quattro settimane per i casi P1, da sei a otto settimane per P2 e fino a 12 settimane per P3, una differenza che potrebbe influire significativamente sulle iscrizioni di febbraio e luglio. Gli agenti educativi stanno già consigliando alle famiglie di considerare campus regionali o istituti con quote basse se i tempi sono critici.
Per i team di mobilità aziendale la nuova politica ha implicazioni immediate. Executive MBA o iscrizioni scolastiche per figli a carico legate a università metropolitane sovraffollate potrebbero subire ritardi di mesi, compromettendo le date di inizio delle missioni. I dipartimenti HR sono quindi invitati a verificare l’utilizzo attuale della quota NOSC prima di inviare le lettere di offerta e a prevedere tempi più lunghi nei piani di trasferimento.
Le università, nel frattempo, devono dimostrare una capacità abitativa aggiuntiva prima di emettere ulteriori Conferme di Iscrizione una volta raggiunta la soglia, in linea con l’agenda più ampia del Governo Albanese per l’aumento dell’offerta abitativa. Gli istituti che superano ripetutamente le quote rischiano di perdere lo status di Priorità 1 nel 2026, creando un forte incentivo a limitare il marketing offshore.
I consulenti per l’immigrazione sottolineano che questa nuova direttiva riflette il passaggio di Canberra da limiti migratori rigidi a leve di gestione della domanda integrate direttamente nel processo di rilascio dei visti. Prevedono che meccanismi simili legati alle quote emergeranno anche in altre categorie ad alto volume, come i visti working holiday e quelli per lavoratori temporanei qualificati, nei prossimi 12 mesi.
La Priorità 2 riguarda le università che hanno utilizzato tra l’80% e il 115% della quota, mentre la Priorità 3 riguarda le domande legate a istituti che superano il limite del 115%.
Questa modifica mira a distribuire in modo più equilibrato il numero di studenti internazionali nel settore universitario e a ridurre la pressione sul mercato degli affitti nelle principali città australiane. Il Dipartimento promette tempi di elaborazione da una a quattro settimane per i casi P1, da sei a otto settimane per P2 e fino a 12 settimane per P3, una differenza che potrebbe influire significativamente sulle iscrizioni di febbraio e luglio. Gli agenti educativi stanno già consigliando alle famiglie di considerare campus regionali o istituti con quote basse se i tempi sono critici.
Per i team di mobilità aziendale la nuova politica ha implicazioni immediate. Executive MBA o iscrizioni scolastiche per figli a carico legate a università metropolitane sovraffollate potrebbero subire ritardi di mesi, compromettendo le date di inizio delle missioni. I dipartimenti HR sono quindi invitati a verificare l’utilizzo attuale della quota NOSC prima di inviare le lettere di offerta e a prevedere tempi più lunghi nei piani di trasferimento.
Le università, nel frattempo, devono dimostrare una capacità abitativa aggiuntiva prima di emettere ulteriori Conferme di Iscrizione una volta raggiunta la soglia, in linea con l’agenda più ampia del Governo Albanese per l’aumento dell’offerta abitativa. Gli istituti che superano ripetutamente le quote rischiano di perdere lo status di Priorità 1 nel 2026, creando un forte incentivo a limitare il marketing offshore.
I consulenti per l’immigrazione sottolineano che questa nuova direttiva riflette il passaggio di Canberra da limiti migratori rigidi a leve di gestione della domanda integrate direttamente nel processo di rilascio dei visti. Prevedono che meccanismi simili legati alle quote emergeranno anche in altre categorie ad alto volume, come i visti working holiday e quelli per lavoratori temporanei qualificati, nei prossimi 12 mesi.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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