
Il 14 dicembre 2025 il Dipartimento degli Affari Interni ha aggiornato le linee guida pubbliche per allinearsi alla Direttiva Ministeriale 115, che regola la gestione delle domande di visto studentesco Subclass 500 presentate dall’estero a partire dal 14 novembre. Il nuovo sistema introduce una priorità a tre livelli, sostituendo l’ordine a due livelli previsto dalla Direttiva 111, e restringe i limiti legati alle quote di iscrizione di ciascun istituto educativo.
La Priorità 1 privilegia ora studenti delle scuole, corsi ELICOS e ricerca post-laurea, oltre agli studenti universitari iscritti in atenei che non hanno ancora raggiunto l’80% della loro quota di Nuovi Studenti Stranieri (NOSC) per il 2025. La Priorità 2 riguarda le università che hanno raggiunto tra l’80% e il 100% della quota, mentre la Priorità 3 si applica quando un istituto supera la propria quota del 15%. Questa ricalibrazione mira a distribuire in modo più equilibrato il numero di studenti internazionali tra le istituzioni e a ridurre la pressione abitativa nelle grandi città.
Per agenti educativi e team di mobilità aziendale che sponsorizzano personale per MBA o programmi executive, le nuove regole comportano tempi di elaborazione molto variabili a seconda dello stato della quota dell’istituto. L’obiettivo del Dipartimento è di processare i casi di Priorità 1 in 1-4 settimane, mentre per la Priorità 3 i tempi possono arrivare fino a 12 settimane. Si consiglia quindi di verificare l’utilizzo della quota NOSC dell’istituto prima di inviare le lettere di offerta ai familiari espatriati; optare per un campus con quota più bassa potrebbe far risparmiare diversi mesi.
Le università che raggiungono la soglia massima devono inoltre fornire prove più solide della capacità abitativa prima di poter emettere la Conferma di Iscrizione (CoE), in linea con la strategia del governo Albanese di contenere la domanda abitativa legata alla migrazione. Gli istituti che violano le regole rischiano di perdere completamente lo status di Priorità 1 nel 2026.
Indicazioni pratiche: (1) presentare le domande di visto studentesco offshore con anticipo e monitorare i dashboard NOSC; (2) assicurarsi che le CoE dei familiari siano collegate a istituti ancora sotto l’80% della capacità; (3) prevedere budget per arrivi scaglionati se i membri della famiglia hanno priorità diverse. I responsabili della mobilità devono aggiornare subito le policy interne per riflettere la Direttiva 115 ed evitare aspettative errate tra il personale in trasferimento.
La Priorità 1 privilegia ora studenti delle scuole, corsi ELICOS e ricerca post-laurea, oltre agli studenti universitari iscritti in atenei che non hanno ancora raggiunto l’80% della loro quota di Nuovi Studenti Stranieri (NOSC) per il 2025. La Priorità 2 riguarda le università che hanno raggiunto tra l’80% e il 100% della quota, mentre la Priorità 3 si applica quando un istituto supera la propria quota del 15%. Questa ricalibrazione mira a distribuire in modo più equilibrato il numero di studenti internazionali tra le istituzioni e a ridurre la pressione abitativa nelle grandi città.
Per agenti educativi e team di mobilità aziendale che sponsorizzano personale per MBA o programmi executive, le nuove regole comportano tempi di elaborazione molto variabili a seconda dello stato della quota dell’istituto. L’obiettivo del Dipartimento è di processare i casi di Priorità 1 in 1-4 settimane, mentre per la Priorità 3 i tempi possono arrivare fino a 12 settimane. Si consiglia quindi di verificare l’utilizzo della quota NOSC dell’istituto prima di inviare le lettere di offerta ai familiari espatriati; optare per un campus con quota più bassa potrebbe far risparmiare diversi mesi.
Le università che raggiungono la soglia massima devono inoltre fornire prove più solide della capacità abitativa prima di poter emettere la Conferma di Iscrizione (CoE), in linea con la strategia del governo Albanese di contenere la domanda abitativa legata alla migrazione. Gli istituti che violano le regole rischiano di perdere completamente lo status di Priorità 1 nel 2026.
Indicazioni pratiche: (1) presentare le domande di visto studentesco offshore con anticipo e monitorare i dashboard NOSC; (2) assicurarsi che le CoE dei familiari siano collegate a istituti ancora sotto l’80% della capacità; (3) prevedere budget per arrivi scaglionati se i membri della famiglia hanno priorità diverse. I responsabili della mobilità devono aggiornare subito le policy interne per riflettere la Direttiva 115 ed evitare aspettative errate tra il personale in trasferimento.
Fonte: Department of Home Affairs
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