
La Cina e l’Arabia Saudita hanno compiuto un ulteriore passo verso il rafforzamento della loro partnership in rapida espansione il 15 dicembre 2025, quando i ministri degli Esteri Wang Yi e il principe Faisal bin Farhan hanno firmato a Riyadh un accordo di esenzione reciproca dal visto. Con effetto immediato, i titolari di passaporti diplomatici, di servizio e speciali di entrambi i paesi potranno entrare nell’altro stato senza dover richiedere un visto, eliminando così lunghe procedure burocratiche e tempi di attesa per i funzionari governativi.
L’esenzione è limitata a queste categorie: i viaggiatori ordinari dovranno ancora ottenere il visto, ma questo accordo elimina uno dei principali ostacoli nell’organizzazione di incontri di alto livello, missioni commerciali e delegazioni culturali. Entrambe le parti hanno sottolineato il valore simbolico della firma durante le celebrazioni per il 35° anniversario delle relazioni diplomatiche. In termini pratici, la novità velocizzerà tutto, dalle consultazioni sul mercato petrolifero ai dialoghi sulla difesa, fino alle trattative su investimenti su larga scala nell’ambito della Visione Saudita 2030 e dell’Iniziativa Belt and Road cinese.
Le aziende che dipendono da permessi governativi — grandi compagnie energetiche, fondi sovrani, imprese edili e giganti tecnologici — beneficeranno di tempi più rapidi per le pratiche ufficiali e le ispezioni in loco. Per esempio, i team di ingegneri cinesi che visitano NEOM o i progetti sauditi di idrogeno verde potranno viaggiare con passaporti di servizio senza visto anticipato, riducendo di almeno una settimana i tempi di mobilitazione. Allo stesso modo, le delegazioni saudite impegnate in negoziazioni per contratti di fornitura o emissioni di bond in RMB a Shanghai troveranno più semplice organizzare viaggi dell’ultimo minuto.
Gli analisti osservano che l’accordo avvicina i due paesi alla piena reciprocità dei visti già in vigore per i titolari di passaporti cinesi ordinari in tutti e sei i membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Sebbene l’intesa attuale non arrivi a tanto, le associazioni del settore turistico sottolineano che la facilitazione dei viaggi ufficiali spesso apre la strada a una liberalizzazione più ampia, capace di stimolare il turismo d’affari ad alto rendimento. Le multinazionali con sedi regionali a Dubai o Riyadh seguono con attenzione eventuali sviluppi che possano estendere i vantaggi anche ai viaggiatori d’affari.
I responsabili della gestione del rischio in Cina dovrebbero però ricordare ai viaggiatori che l’esenzione si applica rigorosamente alla categoria del passaporto, non allo scopo del viaggio. I diplomatici in vacanza privata o i dirigenti con passaporti ordinari devono ancora ottenere il visto. Le aziende sono invitate ad aggiornare le proprie politiche di mobilità e a informare le società di gestione viaggi, in modo che le prenotazioni effettuate tramite canali governativi possano sfruttare la nuova esenzione senza sorprese dell’ultimo minuto.
L’esenzione è limitata a queste categorie: i viaggiatori ordinari dovranno ancora ottenere il visto, ma questo accordo elimina uno dei principali ostacoli nell’organizzazione di incontri di alto livello, missioni commerciali e delegazioni culturali. Entrambe le parti hanno sottolineato il valore simbolico della firma durante le celebrazioni per il 35° anniversario delle relazioni diplomatiche. In termini pratici, la novità velocizzerà tutto, dalle consultazioni sul mercato petrolifero ai dialoghi sulla difesa, fino alle trattative su investimenti su larga scala nell’ambito della Visione Saudita 2030 e dell’Iniziativa Belt and Road cinese.
Le aziende che dipendono da permessi governativi — grandi compagnie energetiche, fondi sovrani, imprese edili e giganti tecnologici — beneficeranno di tempi più rapidi per le pratiche ufficiali e le ispezioni in loco. Per esempio, i team di ingegneri cinesi che visitano NEOM o i progetti sauditi di idrogeno verde potranno viaggiare con passaporti di servizio senza visto anticipato, riducendo di almeno una settimana i tempi di mobilitazione. Allo stesso modo, le delegazioni saudite impegnate in negoziazioni per contratti di fornitura o emissioni di bond in RMB a Shanghai troveranno più semplice organizzare viaggi dell’ultimo minuto.
Gli analisti osservano che l’accordo avvicina i due paesi alla piena reciprocità dei visti già in vigore per i titolari di passaporti cinesi ordinari in tutti e sei i membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Sebbene l’intesa attuale non arrivi a tanto, le associazioni del settore turistico sottolineano che la facilitazione dei viaggi ufficiali spesso apre la strada a una liberalizzazione più ampia, capace di stimolare il turismo d’affari ad alto rendimento. Le multinazionali con sedi regionali a Dubai o Riyadh seguono con attenzione eventuali sviluppi che possano estendere i vantaggi anche ai viaggiatori d’affari.
I responsabili della gestione del rischio in Cina dovrebbero però ricordare ai viaggiatori che l’esenzione si applica rigorosamente alla categoria del passaporto, non allo scopo del viaggio. I diplomatici in vacanza privata o i dirigenti con passaporti ordinari devono ancora ottenere il visto. Le aziende sono invitate ad aggiornare le proprie politiche di mobilità e a informare le società di gestione viaggi, in modo che le prenotazioni effettuate tramite canali governativi possano sfruttare la nuova esenzione senza sorprese dell’ultimo minuto.
Fonte: Travel and Tour World