
In una mossa accolta con favore dalle aziende tecnologiche brasiliane e dai lavoratori su progetto, il Dipartimento degli Affari Interni australiano ha silenziosamente aggiunto il Brasile e altre 33 giurisdizioni all’app di biometria mobile ‘Immi App’ il 14 dicembre. L’aggiornamento consente ai cittadini brasiliani di inviare scansioni del passaporto e controlli biometrici facciali in tempo reale tramite smartphone, evitando la visita a un centro esterno per la richiesta del visto (VAC), spesso un collo di bottiglia per studenti e lavoratori temporanei a Rio e San Paolo.
Secondo il Dipartimento, la modifica può ridurre fino a tre settimane i tempi di elaborazione complessivi per i visti Visitor, Student, Working-Holiday e il nuovo Skills-in-Demand (SID). Tra i primi ad adottare la novità ci sono grandi aziende minerarie di Perth e start-up fintech di Sydney, che dipendono da ingegneri brasiliani per progetti con scadenze ravvicinate.
L’aggiornamento arriva mentre l’Australia corre per recuperare i tempi di elaborazione pre-pandemia e attrarre talenti latinoamericani in un mercato del lavoro molto competitivo. La domanda brasiliana è significativa: prima del Covid, più di 28.000 studenti brasiliani erano presenti in Australia contemporaneamente, e i professionisti brasiliani coprono ruoli chiave in ospitalità, IT e ingegneria. La possibilità di inviare documenti digitalmente riduce i costi di viaggio per la raccolta biometrica (prima disponibile solo a Buenos Aires o Santiago per alcuni richiedenti) e diminuisce il rischio di esaurimento degli slot per appuntamenti durante i picchi di iscrizione universitaria.
Dal punto di vista della conformità, i datori di lavoro devono comunque garantire l’integrità dell’identità. L’Immi App utilizza lo stesso algoritmo di riconoscimento facciale impiegato ai varchi elettronici australiani e conserva i dati criptati su server controllati secondo lo standard ‘protetto’ dell’Australian Signals Directorate. Il Dipartimento conferma che i dati biometrici raccolti tramite l’app vengono automaticamente cancellati dopo 14 giorni se la domanda viene ritirata o rifiutata, risolvendo così precedenti preoccupazioni sulla privacy.
I consulenti per la mobilità suggeriscono di aggiornare le lettere di incarico per riflettere il nuovo processo, prevedere nel budget la tariffa ridotta (36 dollari australiani per la raccolta tramite app contro i 53 dei VAC) e ricordare ai viaggiatori che l’opzione digitale è volontaria; gli appuntamenti tradizionali nei VAC restano disponibili per chi preferisce non utilizzare la modalità mobile.
Secondo il Dipartimento, la modifica può ridurre fino a tre settimane i tempi di elaborazione complessivi per i visti Visitor, Student, Working-Holiday e il nuovo Skills-in-Demand (SID). Tra i primi ad adottare la novità ci sono grandi aziende minerarie di Perth e start-up fintech di Sydney, che dipendono da ingegneri brasiliani per progetti con scadenze ravvicinate.
L’aggiornamento arriva mentre l’Australia corre per recuperare i tempi di elaborazione pre-pandemia e attrarre talenti latinoamericani in un mercato del lavoro molto competitivo. La domanda brasiliana è significativa: prima del Covid, più di 28.000 studenti brasiliani erano presenti in Australia contemporaneamente, e i professionisti brasiliani coprono ruoli chiave in ospitalità, IT e ingegneria. La possibilità di inviare documenti digitalmente riduce i costi di viaggio per la raccolta biometrica (prima disponibile solo a Buenos Aires o Santiago per alcuni richiedenti) e diminuisce il rischio di esaurimento degli slot per appuntamenti durante i picchi di iscrizione universitaria.
Dal punto di vista della conformità, i datori di lavoro devono comunque garantire l’integrità dell’identità. L’Immi App utilizza lo stesso algoritmo di riconoscimento facciale impiegato ai varchi elettronici australiani e conserva i dati criptati su server controllati secondo lo standard ‘protetto’ dell’Australian Signals Directorate. Il Dipartimento conferma che i dati biometrici raccolti tramite l’app vengono automaticamente cancellati dopo 14 giorni se la domanda viene ritirata o rifiutata, risolvendo così precedenti preoccupazioni sulla privacy.
I consulenti per la mobilità suggeriscono di aggiornare le lettere di incarico per riflettere il nuovo processo, prevedere nel budget la tariffa ridotta (36 dollari australiani per la raccolta tramite app contro i 53 dei VAC) e ricordare ai viaggiatori che l’opzione digitale è volontaria; gli appuntamenti tradizionali nei VAC restano disponibili per chi preferisce non utilizzare la modalità mobile.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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