
Il governo cittadino di Vienna ha confermato che Quartier Schlossberg, l’unico centro di accoglienza dedicato della capitale per le persone in fuga dalla guerra in Ucraina, chiuderà entro la fine dell’anno. La struttura, gestita dall’ONG Volkshilfe, ha ospitato oltre 9.000 ucraini dal marzo 2022, ma da mesi opera a piena capacità. Con la sua chiusura, nessuno stato federale austriaco manterrà un centro di accoglienza autonomo; i nuovi arrivati saranno indirizzati direttamente verso rifugi comunali o abitazioni private.
Le autorità cittadine sottolineano che il contributo una tantum di 190 euro a persona stanziato dal governo federale “non è stato aggiornato dal 2022 e copre solo una frazione dei costi reali”. Attualmente Vienna supporta circa 10.800 ucraini nel suo sistema di assistenza di base, pari a circa un terzo del totale nazionale di 30.000. Il Ministero dell’Interno è stato informato della decisione, ma non ha annunciato soluzioni alternative.
Per gli operatori della mobilità, questa scelta segnala un inasprimento delle difficoltà nell’accoglienza d’emergenza proprio mentre i prezzi dell’energia invernale aumentano. Il personale ucraino in missione in Austria potrebbe dover affrontare tempi più lunghi per la registrazione iniziale, gli appuntamenti con la polizia e l’elaborazione del permesso di soggiorno, se le soluzioni ad hoc sostituiranno il modello “tutto in uno”. I datori di lavoro dovrebbero quindi prevedere budget per hotel temporanei e considerare possibili ritardi nella pianificazione delle date di inizio progetto.
La chiusura solleva anche questioni politiche. Le ONG temono che la dispersione degli arrivi in rifugi più piccoli possa ostacolare l’accesso ai corsi di tedesco e ai servizi per l’impiego presenti a Vienna. Le aziende che reclutano talenti ucraini nel settore tecnologico o delle costruzioni potrebbero dover collaborare più strettamente con le autorità provinciali per garantire un adeguato supporto all’integrazione.
Le autorità cittadine sottolineano che il contributo una tantum di 190 euro a persona stanziato dal governo federale “non è stato aggiornato dal 2022 e copre solo una frazione dei costi reali”. Attualmente Vienna supporta circa 10.800 ucraini nel suo sistema di assistenza di base, pari a circa un terzo del totale nazionale di 30.000. Il Ministero dell’Interno è stato informato della decisione, ma non ha annunciato soluzioni alternative.
Per gli operatori della mobilità, questa scelta segnala un inasprimento delle difficoltà nell’accoglienza d’emergenza proprio mentre i prezzi dell’energia invernale aumentano. Il personale ucraino in missione in Austria potrebbe dover affrontare tempi più lunghi per la registrazione iniziale, gli appuntamenti con la polizia e l’elaborazione del permesso di soggiorno, se le soluzioni ad hoc sostituiranno il modello “tutto in uno”. I datori di lavoro dovrebbero quindi prevedere budget per hotel temporanei e considerare possibili ritardi nella pianificazione delle date di inizio progetto.
La chiusura solleva anche questioni politiche. Le ONG temono che la dispersione degli arrivi in rifugi più piccoli possa ostacolare l’accesso ai corsi di tedesco e ai servizi per l’impiego presenti a Vienna. Le aziende che reclutano talenti ucraini nel settore tecnologico o delle costruzioni potrebbero dover collaborare più strettamente con le autorità provinciali per garantire un adeguato supporto all’integrazione.
Fonte: Ukrinform (citing ORF)
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Austria.Di più da Austria
Visualizza tutto
Avviso UE sul Visto: Ottavo Rapporto sulla Sospensione dei Visti Evidenzia Rischi per i Viaggiatori d’Affari Austriaci
L’aeroporto di Vienna raggiunge un milione di utenti delle lounge: un indicatore della ripresa del viaggio premium