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L’Austria proroga il blocco dei diritti di ricongiungimento familiare per i rifugiati fino al 2 luglio 2026

dic 20, 2025
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L’Austria proroga il blocco dei diritti di ricongiungimento familiare per i rifugiati fino al 2 luglio 2026
Il Comitato principale del Consiglio nazionale austriaco ha votato per estendere di altri 12 mesi, fino al 2 luglio 2026, la controversa sospensione del diritto di ricongiungimento familiare per rifugiati riconosciuti e titolari di protezione sussidiaria. La misura, introdotta il 3 luglio 2025 ai sensi del §36 della Legge sull’asilo, sarebbe dovuta scadere il mese prossimo e può essere rinnovata legalmente fino a tre volte.

Il Ministro dell’Interno Gerhard Karner ha presentato uno studio di impatto di 48 pagine, sostenendo che l’arrivo di ulteriori familiari “sovraccaricherebbe scuole, alloggi e servizi sociali”, soprattutto nei piccoli comuni che dal 2022 faticano ad assorbire i flussi record di richieste d’asilo.

L’Austria proroga il blocco dei diritti di ricongiungimento familiare per i rifugiati fino al 2 luglio 2026


La coalizione di governo ÖVP–SPÖ–NEOS ha sostenuto l’estensione, mentre l’estrema destra FPÖ ha votato a favore chiedendo però un’accelerazione delle espulsioni dei richiedenti respinti. I Verdi si sono opposti, accusando il governo di “strumentalizzare i diritti umani per fini elettorali” a otto mesi dalle elezioni generali del 2026. ONG come Caritas avvertono che la separazione continua delle famiglie ostacolerà l’integrazione e aumenterà il carico psicologico sui rifugiati riconosciuti, la maggior parte dei quali proviene da Siria e Afghanistan.

Per le imprese la situazione è ambivalente. Da un lato, limitare nuovi arrivi umanitari potrebbe alleviare la pressione sui mercati abitativi già sotto stress a Vienna, Graz e Linz, dove molte multinazionali hanno sedi regionali. Dall’altro, i team HR che si affidano ai talenti rifugiati – soprattutto nei settori della logistica e dell’ospitalità, carenti di personale – segnalano che il blocco limita la capacità di trattenere lavoratori qualificati, preoccupati per la lunga separazione da coniugi e figli. Diverse aziende hanno riferito all’Austrian Business Agency di trasferire dipendenti rifugiati in Germania, dove il ricongiungimento familiare è ancora possibile dopo un’attesa di due anni.

Consigli pratici per i responsabili della mobilità e del trasferimento:
• Rivedere le politiche di assistenza per il personale rifugiato con familiari all’estero; potrebbe essere necessario l’accesso a servizi di supporto psicologico.
• Prepararsi a una gestione molto restrittiva delle cosiddette deroghe per situazioni di difficoltà; ne sono state concesse solo 142 negli ultimi sei mesi.
• Prevedere un controllo più rigoroso presso le missioni austriache all’estero: anche i visti D umanitari per bambini gravemente malati richiedono ora l’approvazione ministeriale individuale.
• Monitorare le cause legali in corso presso la Corte Costituzionale austriaca, dove le ONG stanno preparando un ricorso che potrebbe sospendere il blocco prima della scadenza estiva del 2026.
Fonte: VisaHQ

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