
In una mossa a sorpresa a fine anno, il Consiglio dei Ministri degli Emirati Arabi Uniti ha adottato la Risoluzione Esecutiva n. 89 del 2025, istituendo quattro nuove categorie di visti per visite, pensate appositamente per i settori in rapida crescita. Con effetto immediato, aziende e privati possono sponsorizzare: (1) un Visto per Specialisti in Intelligenza Artificiale, dedicato a ricercatori, ingegneri dei dati e altri esperti di tecnologie all’avanguardia; (2) un Visto per l’Intrattenimento, rivolto a artisti, tecnici e staff di produzione impegnati in concerti, riprese cinematografiche e grandi eventi; (3) un Visto per Eventi, per organizzatori e fornitori di conferenze, esposizioni e manifestazioni sportive internazionali; e (4) un Visto per il Turismo Marittimo, destinato a equipaggi di superyacht, personale di crociere e operatori di barche charter.
Questi visti si affiancano, senza sostituirli, alle opzioni turistiche/di visita già esistenti di 30 e 60 giorni. I titolari possono entrare con breve preavviso, lavorare su progetti fino a 90 giorni (con possibilità di proroga una volta) e passare allo status di residente se ricevono un contratto a lungo termine. Le tariffe variano da 400 a 650 AED, con tempi di elaborazione garantiti entro 48 ore tramite la piattaforma smart dell’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale (ICP).
I responsabili delle politiche sottolineano che la riforma colma le lacune emerse con l’aumento post-pandemico del lavoro su progetti. I team HR avevano difficoltà a inserire consulenti tecnologici, staff di festival e equipaggi di yacht in visti generici che vietavano il lavoro in loco. Offrendo a ogni categoria un percorso legale chiaro, gli Emirati puntano a consolidare la loro posizione come hub di riferimento nel Golfo per laboratori di IA, mega-eventi e turismo marittimo.
Per i datori di lavoro multinazionali le conseguenze sono immediate. I responsabili delle risorse umane possono accelerare l’assunzione di specialisti senza dover ricorrere a costose e lunghe conversioni di permessi di lavoro. Gli organizzatori di eventi beneficiano di un unico protocollo di immigrazione valido a Dubai, Abu Dhabi e negli emirati settentrionali, riducendo i rischi di non conformità nel trasferimento del personale tra sedi. Gli operatori marittimi, invece, possono ruotare gli equipaggi a Jebel Ali o Mina Rashid senza dover trasformare i visti da marittimi a turisti.
I consulenti per l’immigrazione avvertono che i requisiti documentali saranno rigorosi: i candidati per il visto IA devono dimostrare titoli accademici riconosciuti o almeno cinque anni di esperienza specifica; gli artisti necessitano di lettere sindacali o di produttori; i candidati marittimi devono presentare certificati STCW e liste di equipaggio. Tuttavia, il consenso generale è che queste nuove categorie offriranno alle aziende la chiarezza normativa che chiedono fin dalla revisione dei visti del 2019.
Questi visti si affiancano, senza sostituirli, alle opzioni turistiche/di visita già esistenti di 30 e 60 giorni. I titolari possono entrare con breve preavviso, lavorare su progetti fino a 90 giorni (con possibilità di proroga una volta) e passare allo status di residente se ricevono un contratto a lungo termine. Le tariffe variano da 400 a 650 AED, con tempi di elaborazione garantiti entro 48 ore tramite la piattaforma smart dell’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale (ICP).
I responsabili delle politiche sottolineano che la riforma colma le lacune emerse con l’aumento post-pandemico del lavoro su progetti. I team HR avevano difficoltà a inserire consulenti tecnologici, staff di festival e equipaggi di yacht in visti generici che vietavano il lavoro in loco. Offrendo a ogni categoria un percorso legale chiaro, gli Emirati puntano a consolidare la loro posizione come hub di riferimento nel Golfo per laboratori di IA, mega-eventi e turismo marittimo.
Per i datori di lavoro multinazionali le conseguenze sono immediate. I responsabili delle risorse umane possono accelerare l’assunzione di specialisti senza dover ricorrere a costose e lunghe conversioni di permessi di lavoro. Gli organizzatori di eventi beneficiano di un unico protocollo di immigrazione valido a Dubai, Abu Dhabi e negli emirati settentrionali, riducendo i rischi di non conformità nel trasferimento del personale tra sedi. Gli operatori marittimi, invece, possono ruotare gli equipaggi a Jebel Ali o Mina Rashid senza dover trasformare i visti da marittimi a turisti.
I consulenti per l’immigrazione avvertono che i requisiti documentali saranno rigorosi: i candidati per il visto IA devono dimostrare titoli accademici riconosciuti o almeno cinque anni di esperienza specifica; gli artisti necessitano di lettere sindacali o di produttori; i candidati marittimi devono presentare certificati STCW e liste di equipaggio. Tuttavia, il consenso generale è che queste nuove categorie offriranno alle aziende la chiarezza normativa che chiedono fin dalla revisione dei visti del 2019.
Fonte: VisaHQ
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